Fiera di Settembre a Santa Margherita di Belìce: tre giorni tra tradizioni, animali e sapori del territorio

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Fiera di Settembre Santa Margherita di Belìce

Dal 3 al 5 settembre torna uno degli appuntamenti più importanti della Valle del Belìce: protagonisti la storica fiera del bestiame, la Pecora della Valle del Belìce, gli attrezzi agricoli e i prodotti tipici

A Santa Margherita di Belìce, nel cuore dell’Agrigentino, settembre porta con sé uno degli appuntamenti più legati alla storia e alle tradizioni rurali del territorio. Dal 3 al 5 settembre torna la Fiera di Settembre, manifestazione che richiama allevatori, agricoltori, produttori e visitatori provenienti da diversi comuni della Valle del Belìce.

Non si tratta soltanto di una grande fiera mercato. L’evento conserva un forte legame con l’identità agricola e pastorale di questa parte della Sicilia e rappresenta un’occasione per riscoprire animali, prodotti e antichi mestieri che per generazioni hanno scandito la vita delle campagne.

La storica fiera del bestiame

Uno degli appuntamenti centrali è la tradizionale fiera del bestiame, che affonda le proprie radici nella storia del territorio e continua ancora oggi a rappresentare un importante momento d’incontro per il mondo zootecnico.

Durante le giornate della manifestazione sono attesi numerosi allevatori della zona, con l’esposizione di animali appartenenti alle razze maggiormente legate alla tradizione siciliana.

Tra gli eventi più caratteristici trova spazio la Mostra della Pecora della Valle del Belìce, affiancata dalla presenza della capra Girgentana, facilmente riconoscibile per le sue particolari corna a spirale.

La fiera diventa così anche una vetrina dedicata alla biodiversità zootecnica siciliana e al lavoro degli allevatori che continuano a preservarla.

La Pecora della Valle del Belìce, una razza simbolo del territorio

Protagonista della manifestazione è inevitabilmente la Pecora della Valle del Belìce, razza ovina particolarmente apprezzata per la sua elevata produzione di latte.

La sua origine è legata all’incrocio e alla selezione di differenti popolazioni ovine mediterranee, tra le quali le razze siciliane Pinzirita e Comisana e la Sarda. Il lungo lavoro di selezione effettuato dagli allevatori ha permesso nel tempo di ottenere animali con caratteristiche produttive particolarmente interessanti.

Il suo allevamento è profondamente radicato nella Valle del Belìce e interessa numerosi territori tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo.

Tra i principali centri figurano Santa Margherita di Belìce, Montevago, Menfi, Sambuca di Sicilia, Contessa Entellina, Caltabellotta e Sciacca, oltre a diversi comuni della parte trapanese della Valle.

Il latte prodotto da questa razza rappresenta inoltre la materia prima fondamentale per alcune delle più importanti produzioni casearie del territorio.

Gli antichi attrezzi raccontano la Sicilia contadina

Ma la Fiera di Settembre non parla soltanto di allevamento. Un’altra parte particolarmente affascinante della manifestazione è dedicata agli attrezzi agricoli e agli oggetti della civiltà contadina.

Utensili, strumenti per lavorare la terra e attrezzature utilizzate nella pastorizia riportano il visitatore in una Sicilia profondamente diversa da quella contemporanea.

Sono oggetti spesso semplici, realizzati o modificati direttamente da artigiani, agricoltori e pastori per rispondere alle necessità quotidiane del lavoro.

Arnesi che per i loro proprietari avevano esclusivamente una funzione pratica ma che, con il trascorrere del tempo, stanno assumendo un valore completamente diverso: diventano testimonianze di un mondo che rischia progressivamente di scomparire.

Osservarli significa quindi ricostruire una parte della storia sociale della Sicilia, fatta di lavoro manuale, ingegno e capacità di utilizzare le poche risorse disponibili.

Una fiera che racconta il mondo agro-pastorale

È proprio questo uno degli aspetti che rende particolare l’appuntamento di Santa Margherita di Belìce.

La manifestazione permette alle nuove generazioni di entrare in contatto con un universo che fino a pochi decenni fa rappresentava la quotidianità di migliaia di famiglie siciliane.

Animali, strumenti, prodotti della terra e antichi mestieri diventano così elementi di un unico racconto dedicato alla cultura agro-pastorale della Valle del Belìce.

La fiera riesce per questo ad attirare non soltanto gli operatori del settore. Sono numerosi anche i visitatori e le famiglie che raggiungono Santa Margherita di Belìce semplicemente per curiosità o per trascorrere qualche ora immersi nelle tradizioni del territorio.

Spazio anche ai sapori della Valle del Belìce

Alla componente agricola e zootecnica si aggiunge naturalmente quella gastronomica.

Durante la manifestazione sono previste degustazioni di prodotti tipici, occasione per conoscere alcune delle produzioni che nascono proprio dall’agricoltura e dall’allevamento locali.

Formaggi, prodotti della terra e specialità tradizionali completano così un percorso che parte dagli animali e dal lavoro nei campi per arrivare direttamente alla tavola.

Tre giorni per scoprire Santa Margherita di Belìce

Partecipare alla Fiera di Settembre può diventare anche l’occasione per conoscere Santa Margherita di Belìce, paese profondamente segnato dal terremoto del 1968 ma capace di conservare importanti testimonianze della propria storia.

Il nome del centro agrigentino è inoltre indissolubilmente legato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e al mondo raccontato ne Il Gattopardo. Il paese conserva luoghi e memorie legati allo scrittore e alla famiglia Tomasi.

Dal 3 al 5 settembre, dunque, la Fiera di Settembre torna a essere molto più di un semplice mercato. È un appuntamento nel quale agricoltura, allevamento, gastronomia e memoria contadina si incontrano per raccontare una parte autentica della Valle del Belìce e della sua storia.

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