Festa di San Giuseppe a Leonforte: la tradizione dell’Artara tra fede, pane e antichi riti

Artara di San Giuseppe Leonforte

Festa di San Giuseppe a Leonforte: la tradizione dell’Artara

La Festa di San Giuseppe a Leonforte, in provincia di Enna, è una delle celebrazioni più suggestive della Sicilia.

Il cuore della festa è rappresentato dall’Artara di San Giuseppe, una tradizione che si tramanda da oltre 400 anni e che ogni anno richiama nella città siciliana migliaia di visitatori.

Le celebrazioni si svolgono nella città di Leonforte, conosciuta anche come la città della Granfonte, dove le caratteristiche tavolate dedicate al Santo vengono allestite in tutto il territorio comunale.

Gli altari e le tavolate di San Giuseppe

A partire dal pomeriggio del 18 marzo, numerosi altari vengono aperti al pubblico.

Queste tavolate votive sono preparate da famiglie che hanno fatto un voto al Santo e rappresentano vere e proprie opere di devozione.

Gli altari sono imbanditi con:

  • pane artistico lavorato a mano
  • primizie e prodotti della terra
  • dolci tipici
  • bevande e vino locale

Tra le specialità offerte ai visitatori troviamo:

  • cardi
  • finocchi
  • sfingi
  • ceci e fave bollite
  • i celebri “pupidduzzi”, il pane benedetto della tradizione.

Tutti i prodotti vengono distribuiti gratuitamente durante la lunga notte di festa.

Il pane: simbolo centrale della tradizione

Il pane è l’elemento più importante dell’Artara.

Viene lavorato in forme artistiche chiamate “cuddure”, vere e proprie sculture realizzate dalle massaie del vicinato.

Questi pani possono raffigurare:

  • santi
  • simboli religiosi
  • decorazioni floreali o vegetali

Un tempo il pane rappresentava il dono più prezioso, considerato la “Grazia di Dio”, simbolo di abbondanza e protezione divina.

“Girari l’Artara”: la lunga notte degli altari

Durante la notte tra il 18 e il 19 marzo, Leonforte si anima con una tradizione molto amata chiamata “girari l’Artara”.

Migliaia di persone percorrono le strade del centro storico alla ricerca degli altari allestiti nelle case.

In passato gli altari venivano segnalati con una semplice scatola di scarpe illuminata su cui si leggeva la scritta “W S.G.” (Viva San Giuseppe).
Oggi spesso il segnale è rappresentato da stelle luminose o decorazioni moderne.

La città diventa così un luogo di incontro, devozione e festa.

Le raziuneddi: le preghiere della tradizione

Durante la visita agli altari è possibile assistere alla recita delle raziuneddi, antiche preghiere dialettali che raccontano episodi della vita di Gesù.

Spesso vengono recitate dai bambini, che come ricompensa ricevono i pupiddi, piccoli pani che vengono infilati in uno spago e portati al collo come una collana.

Un gesto semplice ma carico di significato simbolico e tradizionale.

La cerimonia conclusiva del 19 marzo

La festa si conclude il 19 marzo a mezzogiorno con un rito molto suggestivo.

Durante la cerimonia vengono scelti i “Santi”, figure simboliche che rappresentano la Sacra Famiglia e altri personaggi sacri.

A loro vengono distribuiti i cibi dell’altare con un rituale che ricorda l’Ultima Cena.

Prima della distribuzione, il padrone di casa compie la lavanda e il bacio dei piedi, un gesto di umiltà e devozione che richiama la tradizione evangelica.

Una festa di fede e solidarietà

In origine la tradizione aveva anche un forte valore sociale: i “Santi” venivano scelti tra le famiglie più povere del paese, che ricevevano il cibo dell’altare come sostegno.

Oggi la Festa di San Giuseppe a Leonforte continua a essere un momento di comunità, fede e condivisione, che unisce tradizioni religiose, cultura popolare e gastronomia siciliana.