Diego Alfò, ragazzo plusdotato tra scacchi e Università: il talento che si scontra con le regole
A 14 anni ha già i titoli per iscriversi all’Università, ma il suo percorso non è stato semplice. Diego Alfò, nato a Noto e residente ad Avola, è un ragazzo plusdotato con capacità cognitive fuori dalla norma, soprattutto nelle discipline scientifiche.
Frequenta il liceo Classico Antonio Di Rudinì dell’istituto superiore Liceo Matteo Raeli di Noto, ma già a 11 anni sedeva tra i banchi di una quarta liceo per seguire le lezioni di Matematica e Fisica.
Il talento e le regole del sistema scolastico
Il percorso di Diego è stato segnato da accelerazioni necessarie per evitare che il suo talento si spegnesse. Dopo un primo salto di classe alle elementari, la famiglia si è scontrata con un limite normativo: in Italia è consentito un solo doppio salto.
La soluzione è arrivata attraverso gli esami A-Level Cambridge, titoli internazionali riconosciuti come requisito diretto per l’accesso universitario. Diego ha superato:
- Matematica Pura
- Matematica Avanzata
- Fisica
Con il terzo A-Level, le porte dell’Università potrebbero aprirsi per un corso STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Tuttavia, non tutti gli atenei sembrano pronti a riconoscere pienamente il percorso.
Il sostegno della scuola e della famiglia
Determinante il supporto della famiglia e della scuola. Il dirigente Concetto Veneziano, insieme alla professoressa Daniela Caligiore, a Caterina Schipilliti e all’assistente di laboratorio Piero Spataro, ha messo a disposizione laboratori e competenze per permettergli di sostenere gli esami.
Il Comune di Avola, guidato dal sindaco Rossana Cannata, ha conferito a Diego una borsa di studio.
Campione di scacchi e candidato maestro
Oltre alla passione per le materie scientifiche, Diego si è distinto anche negli scacchi. Autodidatta, è già quinto nella sua categoria, ha ottenuto il titolo di candidato maestro ed è stato selezionato dal CONI per rappresentare la Sicilia nel campionato italiano a squadre.
La Federazione Scacchistica Italiana lo ha inserito tra le promesse nazionali.
Un talento da valorizzare
Diego non ha accelerato per “arrivare prima”, ma per non rimanere fermo in un sistema che spesso fatica a gestire studenti gifted.
La sua storia dimostra che quando scuola e famiglia collaborano, il talento può trovare spazio. Ora la sfida è garantire che le regole sappiano adattarsi alle eccellenze, evitando che giovani brillanti debbano guardare altrove per esprimere il proprio potenziale.
