Etna, si apre una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove a 2.550 metri

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Etna nuova bocca eruttiva

L’INGV segnala l’apertura in prossimità di Monte Rittmann. Tremore vulcanico in lieve diminuzione ma ancora su valori elevati

Nuova fase dell’attività dell’Etna. Una nuova bocca eruttiva si è aperta nella Valle del Bove, sul versante orientale del vulcano, a una quota di circa 2.550 metri.

A comunicarlo è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo (INGV-OE), che continua a seguire costantemente l’evoluzione dell’attività del vulcano siciliano.

Secondo quanto riferito dall’INGV, la nuova bocca si è aperta intorno alle ore 11.30, in prossimità di Monte Rittmann. Sul posto sono in corso rilievi da parte dei tecnici per acquisire ulteriori informazioni e ricostruire nel dettaglio le caratteristiche della nuova attività eruttiva.

Etna, il tremore resta su valori alti

Parallelamente all’apertura della nuova bocca, prosegue il monitoraggio dei principali parametri geofisici dell’Etna.

Nelle ultime 24 ore l’ampiezza del tremore vulcanico ha registrato un graduale e lieve decremento, pur continuando a mantenersi nella fascia dei valori alti.

La sorgente del tremore rimane localizzata in prossimità del cratere Voragine, a una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare.

Attività infrasonica concentrata alla Voragine

Anche l’attività infrasonica viene costantemente controllata dagli strumenti dell’Osservatorio Etneo.

Nelle ultime 24 ore è risultata su livelli medi sia per quanto riguarda il numero degli eventi sia per la loro ampiezza. Le sorgenti degli eventi infrasonici risultano ancora concentrate in corrispondenza del cratere Voragine.

Nessuna variazione significativa dalle reti di monitoraggio

Al momento non vengono segnalate variazioni significative dalle reti GNSS e clinometriche, utilizzate dagli esperti per controllare eventuali deformazioni dell’edificio vulcanico.

Le stazioni sommitali della rete clinometrica continuano tuttavia a registrare la variazione di trend iniziata il 6 agosto, fenomeno che era già stato evidenziato dall’INGV nei precedenti aggiornamenti.

L’attenzione degli esperti resta quindi alta, soprattutto dopo l’apertura della nuova bocca nella Valle del Bove. I rilievi in corso consentiranno di ottenere ulteriori informazioni sull’evoluzione dell’attività eruttiva del vulcano attivo più alto d’Europa.

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