Incendi in Sicilia, è l’isola più colpita d’Italia: in sette mesi bruciati quasi 25 mila ettari di territorio
Legambiente lancia l’allarme: il 70% delle superfici andate in fumo nel Sud si trova in Sicilia. Bivona, Butera e Salemi tra i comuni più colpiti
La Sicilia continua a fare i conti con una stagione degli incendi tra le più drammatiche degli ultimi anni. Da gennaio al 21 luglio 2026, nell’Isola sono stati censiti 328 incendi che hanno devastato 24.451 ettari di territorio, una superficie pari a circa 34.930 campi da calcio. Numeri che fanno della Sicilia la regione italiana più colpita dai roghi, concentrando da sola il 70% delle aree bruciate dell’intero Mezzogiorno.
A fotografare l’emergenza è Legambiente, che ha elaborato i dati del sistema europeo EFFIS-Copernicus, il programma di monitoraggio satellitare utilizzato per rilevare e analizzare gli incendi boschivi.
Una settimana devastante
A pesare sul bilancio è soprattutto l’ultima settimana monitorata, compresa tra il 15 e il 21 luglio, durante la quale sono stati registrati 87 incendi che hanno distrutto 16.834 ettari di vegetazione.
In pochi giorni il fuoco ha divorato boschi, campagne, macchia mediterranea e terreni agricoli, impegnando senza sosta Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Protezione Civile, volontari e mezzi aerei nelle operazioni di spegnimento.
Le alte temperature, il vento di scirocco e la siccità hanno favorito la rapida propagazione delle fiamme, rendendo particolarmente difficili gli interventi di contenimento.
La mappa dei comuni più colpiti
La classifica nazionale dei territori maggiormente devastati dagli incendi vede un netto predominio della Sicilia.
Tra i primi dieci comuni italiani per superficie percorsa dal fuoco, ben nove appartengono all’Isola.
A guidare questa triste graduatoria è Bivona, in provincia di Agrigento, dove sono andati distrutti 2.452 ettari di territorio.
Seguono Butera, Campofelice di Fitalia, Castronovo di Sicilia, Salemi, Sutera, Agrigento e altri centri siciliani duramente colpiti dall’emergenza.
Il Sud brucia, ma la Sicilia pesa per il 70%
Secondo i dati elaborati da Legambiente, al 21 luglio nelle regioni del Sud Italia sono stati distrutti complessivamente 34.341 ettari.
Di questi, oltre 24 mila ettari si trovano in Sicilia, confermando il ruolo dell’Isola come epicentro dell’emergenza incendi nazionale.
Una situazione che desta forte preoccupazione non solo per i danni ambientali, ma anche per le conseguenze economiche, agricole e paesaggistiche che questi eventi lasciano sul territorio.
Legambiente: «Serve un piano nazionale antincendi»
Di fronte a un’emergenza che si ripete ogni estate, Legambiente torna a chiedere un cambio di strategia.
L’associazione ambientalista ribadisce la necessità di adottare un Piano nazionale antincendi che metta al centro la prevenzione, il controllo del territorio e il rafforzamento delle attività di sorveglianza.
Secondo Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette di Legambiente, l’Italia continua a intervenire quando ormai gli incendi sono già divampati, mentre l’unica vera arma per ridurre i danni resta la prevenzione.
L’appello di Legambiente Sicilia
Anche il presidente di Legambiente Sicilia, Tommaso Castronovo, chiede un rafforzamento delle misure di contrasto.
Tra le proposte avanzate figura la convocazione dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, così da coordinare un maggiore presidio del territorio durante i mesi più critici.
L’obiettivo è aumentare i controlli nelle aree maggiormente esposte al rischio incendi e garantire un intervento più rapido in caso di nuovi focolai.
Una calamità che richiede una risposta straordinaria
Per Legambiente gli incendi che stanno colpendo la Sicilia non possono più essere affrontati come semplici emergenze stagionali.
L’associazione chiede che vengano trattati alla stregua di una vera e propria calamità naturale, con il coinvolgimento di una rete nazionale e internazionale di uomini, mezzi e tecnologie antincendio.
Con temperature sempre più elevate e stagioni estive sempre più lunghe, la prevenzione, il monitoraggio costante del territorio e il contrasto agli incendi dolosi rappresentano oggi una delle sfide più importanti per la tutela del patrimonio ambientale siciliano.
