Parco dell’Etna, tra tutela del territorio e sviluppo sostenibile: l’intervista al presidente Massimiliano Giammusso

Parco dell'Etna

Il Parco dell’Etna rappresenta una delle aree naturalistiche più importanti della Sicilia e dell’intero Mediterraneo. Istituito nel 1987, è stato il primo parco regionale dell’isola e tutela un territorio unico al mondo dominato dall’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa e riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

L’area protetta si estende per circa 59 mila ettari e coinvolge numerosi comuni del comprensorio etneo, tra cui Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Maletto, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Sant’Alfio, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea. Un territorio straordinario dove natura, paesaggio, biodiversità, storia e attività umane convivono da secoli in un equilibrio delicato e affascinante.

Ogni anno il Parco dell’Etna richiama migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo, attratti dai suoi paesaggi vulcanici, dai sentieri naturalistici, dalle eccellenze enogastronomiche e dalle numerose attività escursionistiche che permettono di scoprire uno degli ambienti naturali più suggestivi d’Europa.

Per comprendere meglio le sfide e gli obiettivi dell’Ente Parco, Enzo Sangrigoli ha intervistato il presidente Massimiliano Giammusso, alla guida dell’istituzione da alcuni mesi.

«Guidare il Parco dell’Etna è un grande onore»

Per Massimiliano Giammusso la nomina rappresenta innanzitutto una responsabilità nei confronti del territorio.

«Da catanese e da uomo che vive quotidianamente questo territorio, considero un grande onore poter mettere a disposizione la mia esperienza e le mie competenze al servizio del Parco dell’Etna. È una sfida importante che affronto con entusiasmo e grande senso di responsabilità».

Le priorità: rilanciare l’Ente e rafforzare i rapporti istituzionali

Tra gli obiettivi individuati dall’attuale gestione emerge la necessità di rafforzare il dialogo con le istituzioni e rilanciare la capacità progettuale dell’Ente.

«Abbiamo lavorato fin da subito per recuperare alcuni percorsi amministrativi e istituzionali che negli ultimi anni avevano subito un rallentamento. Vogliamo riportare il Parco al centro delle politiche di sviluppo e tutela del territorio».

Il presidente sottolinea inoltre come sia stato necessario intervenire sull’organizzazione interna dell’Ente, affrontando questioni legate alla gestione del personale, alla programmazione e al funzionamento amministrativo.

Personale e nuove competenze per il futuro

Uno degli aspetti evidenziati da Giammusso riguarda la necessità di rafforzare l’organico.

«Oggi il Parco dispone di appena 21 dipendenti, un numero insufficiente rispetto alle attività che siamo chiamati a svolgere. Inoltre mancano alcune figure scientifiche fondamentali. Per questo stiamo lavorando sulla valorizzazione del personale esistente e, compatibilmente con le possibilità offerte dalla Regione, puntiamo ad avviare nuove procedure di reclutamento».

Sicurezza e prevenzione degli incendi

Con l’arrivo della stagione estiva cresce l’attenzione verso il rischio incendi.

Pur non avendo competenze dirette nella prevenzione e nello spegnimento dei roghi, l’Ente Parco collabora con le istituzioni preposte e promuove attività di sensibilizzazione rivolte a cittadini e visitatori.

«La prevenzione passa soprattutto dalla consapevolezza. Per questo continuiamo a sostenere tutte le iniziative che possano contribuire a diffondere comportamenti corretti e rispettosi dell’ambiente».

Fruizione del vulcano e sicurezza dei visitatori

Particolare attenzione viene dedicata alla sicurezza di escursionisti e turisti.

Negli ultimi mesi il Parco ha avviato un confronto costante con il Collegio delle Guide Alpine e Vulcanologiche, con le associazioni delle guide ambientali escursionistiche, con il CAI, la Protezione Civile, la Prefettura e l’INGV.

L’obiettivo è garantire una fruizione sempre più sicura del vulcano attraverso la presenza di professionisti qualificati e una migliore organizzazione delle attività escursionistiche.

Turismo, qualità dei servizi e valorizzazione del territorio

L’Etna continua a registrare numeri importanti dal punto di vista turistico, ma secondo il presidente esistono ancora ampi margini di crescita.

«Dobbiamo certamente migliorare le infrastrutture e i servizi, sempre nel rispetto dell’ambiente, ma dobbiamo soprattutto puntare sulla qualità dell’offerta turistica. L’Etna rappresenta una delle principali attrazioni della Sicilia e merita servizi all’altezza della sua fama internazionale».

Il legame personale con l’Etna

Per Giammusso il rapporto con il vulcano nasce fin dall’infanzia.

«Come tanti siciliani cresciuti ai piedi dell’Etna, ho avuto la fortuna di frequentarla fin da bambino. Fa parte della nostra identità e della nostra storia. È un patrimonio che ha contribuito alla crescita personale e culturale di intere generazioni».

Tra i luoghi che sente più vicini cita il versante sud e la memoria della storica colata del 1669 che modificò profondamente il territorio catanese.

Il valore del riconoscimento UNESCO

Un passaggio importante dell’intervista riguarda il riconoscimento UNESCO ottenuto dall’Etna nel 2013.

«Questo prestigioso riconoscimento nasce soprattutto dall’unicità scientifica del vulcano e dal lavoro svolto negli anni dal personale del Parco. Oggi il marchio Etna è conosciuto in tutto il mondo e rappresenta un importante motore di sviluppo per il turismo e l’economia del territorio».

L’Etna in tre parole

In chiusura, il presidente Massimiliano Giammusso descrive l’Etna con tre aggettivi che sintetizzano perfettamente il suo rapporto con il vulcano.

«Vulcanica, perché qui non ci si annoia mai. Meravigliosa, per la straordinaria varietà di paesaggi e ambienti naturali. Passionale, perché attorno all’Etna ruotano tradizioni, eccellenze agricole, cultura e una comunità che continua a vivere il vulcano con orgoglio e partecipazione».