Cannistrà, il borgo trasformato in bene comune dai suoi cittadini
Un modello di rinascita partecipata in Sicilia
Cannistrà borgo bene comune: è questa l’espressione che meglio descrive la rinascita di una piccola frazione di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Un luogo che, grazie all’impegno costante dei suoi abitanti, è passato dall’abbandono e degrado a diventare un laboratorio di cittadinanza attiva, arte e cultura condivisa.
La nascita del progetto Borgo Cannistrà
Tutto ha avuto inizio in una sera di maggio del 2011, quando alcuni residenti si sono riuniti per dare forma a un sogno collettivo: restituire bellezza e dignità al proprio paese. È nata così l’Associazione Culturale Cannistrà, con l’obiettivo di rendere il borgo un bene comune, un luogo aperto a tutti e per tutti.
Le prime azioni sono state semplici ma significative: pulire le strade, piantare fiori, sistemare angoli dimenticati. Un passo alla volta, il borgo ha cominciato a rifiorire, diventando simbolo di speranza e rinascita.
Cannistrà oggi: un museo a cielo aperto
Oggi Cannistrà è un borgo diverso, vivo e pulsante, ricco di installazioni artistiche, murales, eventi culturali e festival. L’antica casa del pittore barcellonese Nino Leotti, frequentata da artisti del calibro di Renato Guttuso e Giuseppe Migneco, è diventata fucina di idee e creatività.
Tra le iniziative più apprezzate:
- Cannistrà sotto le stelle
- Cannistrà for Amref
- Cannistr’arte Exposition
- Cannistrà Classic Concert
Eventi che hanno portato nel borgo artisti, visitatori, curiosi e appassionati.
Arte pubblica e cittadinanza attiva
Il progetto Palart, ad esempio, ha trasformato i pali della luce in opere d’arte. L’installazione “The Time Dream” di Liliana Urso, con gradini in maiolica, è un altro esempio della rivoluzione estetica che ha cambiato il volto di Cannistrà.
Grazie all’iniziativa “La Pianta Che Vorrei”, ogni visitatore ha potuto piantare simbolicamente una pianta del cuore, rafforzando il legame tra cittadino e territorio.
Il festival di street art “Nto menzu a na strada” ha coinvolto numerosi artisti, rendendo Cannistrà un vero esempio di land art e arte condivisa.
Il Festival Andrea Camilleri e l’incontro con Farm Cultural Park
Nel 2020, il Festival Andrea Camilleri ha sottolineato l’importanza dell’arte come veicolo di civiltà. Tra gli ospiti anche Andrea Bartoli, fondatore di Farm Cultural Park di Favara, realtà affine per visione e spirito.
Il confronto con esperienze simili ha dimostrato che Cannistrà borgo bene comune non è un’eccezione isolata, ma parte di un movimento di trasformazione culturale che attraversa l’Italia e coinvolge comunità determinate a cambiare il proprio destino.
Un esempio da seguire
La storia di Cannistrà insegna che realizzare i propri sogni è possibile, anche a partire da un piccolo gruppo di persone e da azioni quotidiane. Il coraggio di non arrendersi all’abbandono, di credere nel potere dell’arte, della bellezza e della collaborazione può fare davvero la differenza.
In un’epoca in cui molte aree interne rischiano di scomparire, Cannistrà è un modello replicabile, una testimonianza viva del fatto che l’unione, la creatività e l’amore per il proprio territorio possono riscrivere la storia di un luogo.
Come arrivare a Cannistrà
Cannistrà si trova a pochi chilometri da Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Si può raggiungere in auto percorrendo l’autostrada A20 Messina-Palermo, uscita Barcellona P.G., proseguendo poi verso le colline. Il borgo si affaccia sul mar Tirreno, con vista mozzafiato sulle isole Eolie.
