Festa di Sant’Agata, il duro richiamo dell’arcivescovo Luigi Renna: “Di Sant’Agata non vi importa nulla”

messaggio Luigi Renna Sant’Agata

Un messaggio forte, duro e carico di richiami morali quello pronunciato dall’arcivescovo di Catania Luigi Renna durante la tradizionale sosta del fercolo di Sant’Agata in Piazza Stesicoro, poco prima della storica salita dei Cappuccini.

Nel suo lungo intervento rivolto alla città e ai devoti, monsignor Renna ha affrontato temi come il maltempo provocato dal ciclone Harry, la devianza giovanile, le dipendenze, il ruolo educativo delle famiglie e il senso autentico della devozione agatina, lanciando anche un duro attacco contro chi trasforma la Festa in competizione, gioco e scommessa.

Il richiamo sulle candelore e le scommesse

L’arcivescovo ha fatto riferimento a quanto accaduto durante la processione con alcune candelore che hanno ostacolato il normale svolgimento del corteo, episodio che aveva generato ironie e commenti sui social.

«Forse a qualcuno di voi interessa la gara, la coesa, la scommessa di Sant’Agata», ha detto Renna rivolgendosi direttamente ai devoti presenti nel cordone e ai portatori delle candelore.

Parole ancora più severe sono arrivate subito dopo:

«Le candelore non sono un giocattolo. Sono di Sant’Agata. Non si fanno giochi e scommesse. Vi prego cambiate vita se volete la benedizione di Sant’Agata».

Un passaggio accolto con grande attenzione dai fedeli presenti in piazza.

“Questo mi fa vergognare di essere il vostro vescovo”

Nel suo discorso l’arcivescovo ha espresso amarezza per alcuni comportamenti che, secondo lui, snaturano il significato religioso della Festa di Sant’Agata.

«Questo mi fa vergognare di essere il vostro vescovo», ha dichiarato, aggiungendo però subito dopo di sentirsi chiamato, come padre e guida spirituale, a richiamare la città a uno stile diverso.

Il riferimento al ciclone Harry e alla frana di Niscemi

Monsignor Renna ha poi ricordato anche le recenti ferite causate dal ciclone Harry che ha colpito duramente la Sicilia orientale e la costa ionica.

Un pensiero particolare è stato rivolto alle famiglie e alle attività economiche danneggiate dal maltempo e agli abitanti di Niscemi colpiti dalla frana che ha segnato il territorio.

«Sant’Agata ci insegna a riporre in Dio la nostra speranza», ha detto l’arcivescovo parlando di resilienza, solidarietà e capacità di rialzarsi dopo le difficoltà.

L’allarme su giovani, droga e baby gang

Ampio spazio del messaggio è stato dedicato ai giovani e ai problemi sociali che colpiscono la città.

L’arcivescovo ha parlato apertamente di:

  • tossicodipendenze
  • devianza minorile
  • violenza giovanile
  • baby gang
  • disagio familiare

Invitando gli adulti a recuperare il proprio ruolo educativo e i ragazzi a scegliere modelli positivi e una vita lontana da droga, violenza e alcol.

L’invito alle famiglie e ai giovani

Nel passaggio finale del messaggio, Renna ha rivolto un forte appello ai genitori:

«I vostri ragazzi cresceranno come voi li educerete».

Ai giovani invece ha chiesto di cercare “amicizie vere”, di avvicinarsi al volontariato e di riscoprire la fede e la bellezza di una vita autentica.

Sant’Agata simbolo della città

Al centro del discorso è rimasto il profondo legame tra Sant’Agata e la città di Catania, richiamato dalla storica frase latina presente nell’anfiteatro romano di piazza Stesicoro:

“Per me civitas Catanensium sublimatur a Christo”
“Per mezzo mio la città dei Catanesi viene innalzata a Cristo”.

Un messaggio che l’arcivescovo ha invitato a trasformare in impegno concreto nella vita quotidiana, ben oltre i giorni della Festa.