Sicilia, rimborso Irpef fino al 60% per chi si trasferisce nell’Isola: ecco chi può ottenerlo e come funziona

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Pubblicate le modalità per accedere all’incentivo destinato ai nuovi residenti: contributo per tre anni fino a 100 mila euro l’anno. Domande dal 2027 per chi trasferisce la residenza nel 2026

La Sicilia punta ad attirare nuovi residenti, lavoratori e professionalità attraverso un incentivo fiscale che può arrivare al 60% dell’Irpef versata, con un contributo massimo di 100 mila euro all’anno per tre anni.

Sono state pubblicate le disposizioni attuative della misura introdotta dalla legge di Stabilità regionale 2026 per favorire il trasferimento nell’Isola di persone provenienti dall’estero. Dopo il decreto dell’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, il dipartimento regionale delle Finanze e del credito ha definito modalità, termini e modelli necessari per richiedere il beneficio.

L’obiettivo è duplice: contrastare lo spopolamento della Sicilia e attirare capitale umano e nuovi redditi, favorendo anche il ritorno degli emigrati siciliani.

Chi può ottenere il rimborso Irpef in Sicilia

L’agevolazione è rivolta alle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza dall’estero in Sicilia.

Secondo le disposizioni attuative, possono accedere al beneficio coloro che, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028, stabiliscono nell’Isola sia la propria residenza sia il domicilio fiscale.

È inoltre necessario che, entro dodici mesi, il beneficiario acquisti un immobile in Sicilia oppure realizzi su un immobile di proprietà uno degli interventi edilizi ammessi dalla normativa, come recupero, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione.

La misura può quindi interessare non soltanto cittadini stranieri che scelgono la Sicilia come nuova residenza, ma anche siciliani emigrati all’estero che decidono di tornare nell’Isola.

Quanto si può ottenere: rimborso del 50% fino a 100 mila euro

Il contributo viene calcolato sull’Irpef effettivamente dovuta e integralmente versata dal beneficiario, limitatamente alla quota di spettanza regionale.

L’agevolazione è pari al 50% dell’imposta presa a riferimento e viene riconosciuta per tre anni, con un tetto massimo di 100 mila euro per ciascun anno.

La Regione fornisce anche un esempio per spiegare il meccanismo: ogni 100 mila euro di Irpef versata dai beneficiari della misura, 50 mila tornerebbero al contribuente sotto forma di contributo, 29 mila andrebbero allo Stato e 21 mila rimarrebbero alla Regione come nuove entrate.

Rimborso Irpef al 60% nei Comuni con meno di 5 mila abitanti

L’incentivo diventa ancora più vantaggioso per chi decide di stabilirsi nei piccoli Comuni siciliani.

La percentuale del contributo sale infatti dal 50 al 60% per chi soddisfa le condizioni previste dalla norma e trasferisce il proprio domicilio fiscale in un Comune della Sicilia con meno di 5 mila abitanti.

La disposizione punta quindi direttamente anche al contrasto dello spopolamento dei piccoli borghi e delle aree interne, uno dei problemi demografici più rilevanti per numerosi territori dell’Isola.

Schifani: «Un incentivo concreto per scegliere la Sicilia»

Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani definisce il provvedimento uno strumento pensato per aumentare la capacità dell’Isola di attrarre nuovi residenti e competenze.

«È un incentivo concreto per chi sceglie di trasferirsi nell’Isola – afferma Schifani – sia per gli stranieri che decidono di vivere in Sicilia, sia per gli emigrati, soprattutto i più giovani, che desiderano tornare nella propria terra».

Secondo il presidente, la misura può produrre un doppio vantaggio: favorire il ripopolamento e il ritorno di professionalità e, contemporaneamente, garantire ai nuovi residenti un significativo beneficio economico.

Acquisto o ristrutturazione di una casa: cosa prevede la misura

L’incentivo non riguarda esclusivamente il trasferimento anagrafico. La normativa collega infatti il beneficio anche a un investimento immobiliare sul territorio siciliano.

Entro 12 mesi dal trasferimento, il nuovo residente dovrà:

  • acquistare un immobile in Sicilia; oppure
  • effettuare su un immobile di proprietà interventi di recupero, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione previsti dalla normativa.

In questo modo la Regione punta a generare ricadute anche sul mercato immobiliare, sull’edilizia e sulla riqualificazione del patrimonio esistente.

Come viene pagato il contributo

Il beneficiario potrà scegliere tra due modalità.

Il contributo potrà essere accreditato direttamente tramite bonifico bancario oppure essere riconosciuto come credito d’imposta da utilizzare in compensazione.

«Vogliamo fare della fiscalità uno strumento di attrazione», spiega l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, sottolineando che la misura punta ad attirare «capitale umano, nuovi nuclei familiari e professionalità» e contemporaneamente a contrastare lo spopolamento.

Quando presentare la domanda

Un aspetto importante riguarda le tempistiche. Chi ha trasferito o trasferirà la propria residenza in Sicilia nel corso del 2026 non potrà richiedere immediatamente il contributo.

Le prime domande relative ai trasferimenti effettuati nel 2026 potranno essere presentate dal 1° settembre al 31 dicembre 2027, dopo la presentazione della dichiarazione relativa ai redditi percepiti nel 2026.

La ragione è legata al funzionamento stesso dell’agevolazione: essendo il contributo parametrato all’Irpef effettivamente dovuta e versata, il suo importo può essere determinato soltanto dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi.

La pubblicazione delle disposizioni attuative rende così concretamente operativo uno degli strumenti con cui la Regione punta a trasformare la Sicilia in una destinazione fiscalmente più attrattiva per chi vive all’estero e decide di trasferirsi nell’Isola.