Furto al Museo regionale di Messina, rubati capolavori di Antonello. Schifani: «Sfregio al patrimonio universale
Avviata un’ispezione interna sul personale addetto alla custodia. Allarme e videosorveglianza avrebbero funzionato regolarmente
Gravissimo furto al Museo regionale “Maria Accascina” di Messina, dove sono stati sottratti capolavori di Antonello da Messina custoditi all’interno della struttura. Un episodio che colpisce uno dei patrimoni artistici più importanti della Sicilia e sul quale sono immediatamente scattate le indagini.
A intervenire è il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che definisce quanto accaduto «un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale».
«Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia – afferma Schifani – ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti».
La priorità è ritrovare le opere
La Regione Siciliana ha assicurato la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione tutti gli elementi che potranno risultare utili alle indagini.
Secondo quanto riferito dal presidente della Regione, l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo avrebbero funzionato regolarmente. Le registrazioni delle telecamere e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di ricostruire la dinamica del furto e individuare i responsabili.
«La priorità assoluta, adesso, è ritrovare le opere al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili», sottolinea Schifani.
Ispezione interna sulla custodia del museo
Parallelamente alle indagini è stata avviata un’ispezione interna per ricostruire quanto accaduto e verificare l’operato del personale incaricato della custodia delle opere.
«Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore – precisa Schifani – pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra».
L’obiettivo è quindi accertare non soltanto come sia stato possibile sottrarre i capolavori, ma anche se siano emerse eventuali responsabilità o carenze nelle procedure di vigilanza.
«Quei capolavori sono patrimonio di tutti – conclude il presidente della Regione – e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto».
