SS 284, inaugurato il nuovo tratto Bronte-Adrano: giornata storica per la viabilità etnea

SS 284 Bronte Adrano

Questa mattina il taglio del nastro del secondo lotto della Statale 284. Un passaggio importante per la viabilità del versante nord-occidentale dell’Etna. Firrarello: «Il frutto di cinquant’anni di impegno politico»

È stato inaugurato questa mattina, mercoledì 2 settembre, il nuovo tratto della Strada Statale 284 tra Bronte e Adrano. Il taglio del nastro del secondo lotto rappresenta un passaggio particolarmente atteso per la viabilità del versante nord-occidentale dell’Etna e arriva al termine di un percorso durato decenni.

L’intervento consente di completare il progetto articolato nei tre lotti della SS 284, un’arteria strategica per i collegamenti tra Bronte, Adrano e l’area metropolitana di Catania.

Sebbene la strada possa essere percorsa in condizioni di sicurezza, nell’area interessata dall’intervento proseguiranno alcune lavorazioni marginali, che secondo quanto comunicato non interferiranno con la circolazione.

Taglio del nastro per il tratto Bronte-Adrano

L’inaugurazione rappresenta un momento importante soprattutto per un territorio che da molti anni attendeva il completamento dell’opera.

La nuova infrastruttura punta a migliorare la sicurezza e la scorrevolezza degli spostamenti lungo uno degli assi principali del versante nord-occidentale dell’Etna.

Il collegamento interessa quotidianamente cittadini, pendolari e attività economiche e assume un ruolo rilevante anche nel rapporto tra i comuni dell’area e il resto della provincia di Catania.

Firrarello: «Una battaglia iniziata cinquant’anni fa»

Tra gli interventi legati all’inaugurazione quello del senatore Pino Firrarello, che ha ricordato il lunghissimo percorso politico e amministrativo che ha accompagnato la realizzazione della strada.

«Mi impegno per questa strada da 50 anni», ha affermato Firrarello, ricordando le prime iniziative intraprese insieme a diversi amministratori dell’epoca.

Il senatore ha citato Francesco Rubbino, Nino Paparo, Salvatore Agati e Diego Di Gloria, con i quali si recò a Roma per sostenere la necessità dell’intervento, ricordando anche l’interessamento del senatore Vito Scalia e l’incontro con l’allora ministro Gullotti.

Dai primi finanziamenti al completamento dell’opera

Nella ricostruzione di Firrarello trova spazio anche una grande mobilitazione che portò oltre 20 mila persone a Roma per protestare contro la normativa sulla sanatoria.

In quella occasione, ha raccontato il senatore, riuscì a inserire tra le richieste avanzate anche quella relativa alla SS 284.

Arrivò così il finanziamento del primo lotto. La scelta fu quella di iniziare dalla parte centrale e più complessa dell’arteria, nella prospettiva di ottenere successivamente le risorse necessarie per completare gli altri tratti.

Firrarello ha ricordato inoltre il contributo dell’allora ministro Raffaele Fitto per il finanziamento dei lotti successivi e le difficoltà incontrate nel percorso che ha portato alla realizzazione del secondo lotto.

«Oggi finalmente vedo inaugurare il frutto di cinquant’anni di impegno politico», ha sottolineato.

Il sindaco Gullotta e il riconoscimento a Firrarello

Anche il sindaco di Bronte Giuseppe Gullotta aveva sottolineato l’importanza della giornata, auspicando per Firrarello un riconoscimento durante la cerimonia.

Il primo cittadino aveva proposto di riservare al senatore un posto d’onore, definendolo un gesto simbolico per riconoscere il lungo impegno dedicato alla realizzazione dell’infrastruttura.

Per Gullotta, il completamento dei tre lotti della SS 284 rappresenta soprattutto un passo avanti nei collegamenti tra il versante nord-occidentale dell’Etna e l’area metropolitana.

Una nuova pagina per la viabilità etnea

Con l’inaugurazione di questa mattina si chiude dunque una lunga fase della storia della SS 284 Bronte-Adrano.

L’attenzione si sposta adesso sugli effetti concreti che il nuovo tratto potrà avere sulla mobilità del territorio: maggiore sicurezza, collegamenti più scorrevoli e tempi di percorrenza più agevoli lungo un asse fondamentale per numerosi comuni etnei.

Restano da completare alcune lavorazioni marginali, ma il taglio del nastro di oggi segna comunque un traguardo atteso da generazioni sul versante nord-occidentale dell’Etna.