Portale di San Giorgio a Ragusa, ciò che resta della chiesa distrutta dal terremoto del 1693
Nel cuore di Ragusa Ibla sopravvive un magnifico portale gotico-catalano del Quattrocento. È l’unica grande testimonianza rimasta dell’antica chiesa dedicata al patrono, crollata dopo il devastante terremoto che cambiò per sempre il volto della Sicilia sud-orientale
A Ragusa Ibla esiste un monumento capace di raccontare, da solo, due città diverse: quella medievale scomparsa e quella barocca nata dopo il terremoto del 1693.
È il Portale di San Giorgio, una grande struttura in pietra che oggi appare quasi isolata rispetto agli edifici circostanti.
Non è stato costruito come monumento autonomo.
Quel portale era infatti uno degli ingressi dell’antica chiesa di San Giorgio, il principale luogo di culto dedicato al patrono prima della costruzione dell’attuale Duomo.
Della chiesa medievale non rimane praticamente più nulla.
Il portale, invece, è sopravvissuto.
Ed è proprio per questo che rappresenta una delle testimonianze più preziose della Ragusa esistente prima del grande terremoto della fine del Seicento.
La vecchia chiesa di San Giorgio
Prima che la spettacolare cupola dell’attuale Duomo dominasse Ragusa Ibla, la chiesa dedicata a San Giorgio sorgeva in un’altra zona dell’abitato.
L’edificio medievale occupava l’area nei pressi degli attuali Giardini Iblei e il grande portale che vediamo oggi apparteneva a quella costruzione.
La struttura viene generalmente fatta risalire alla seconda metà del XV secolo ed è attribuita alla cultura architettonica gotico-catalana diffusasi in Sicilia durante il periodo aragonese.
Il Portale di San Giorgio costituisce così una testimonianza particolarmente importante perché gran parte dell’immagine che oggi associamo a Ragusa Ibla è successiva al 1693.
Qui, invece, siamo davanti a un frammento della città precedente.
Il terremoto che cancellò l’antica Ragusa
L’11 gennaio 1693 un violentissimo terremoto colpì la Sicilia sud-orientale.
Il sisma devastò numerose città del Val di Noto e provocò enormi distruzioni anche a Ragusa.
L’antica chiesa di San Giorgio venne gravemente danneggiata e successivamente non fu ricostruita nello stesso luogo.
Dalle macerie riuscì però a sopravvivere una parte significativa dell’ingresso laterale: il grande portale.
Quando Ragusa venne ricostruita, il nuovo Duomo di San Giorgio sorse più in alto e in una posizione differente, diventando uno dei capolavori dell’architettura barocca siciliana.
Il vecchio ingresso quattrocentesco rimase invece al suo posto, trasformandosi involontariamente in una sorta di monumento alla città perduta.
San Giorgio che uccide il drago
Avvicinandosi al portale si scopre che la pietra è tutt’altro che spoglia.
Nella lunetta sopra l’ingresso è raffigurato San Giorgio a cavallo mentre affronta il drago, una delle immagini più riconoscibili della tradizione dedicata al santo.
Il cavaliere è rappresentato nell’atto di colpire il mostro, mentre nella scena compare anche la principessa legata alla celebre leggenda di San Giorgio.
È una rappresentazione che aveva un significato immediatamente comprensibile per chi entrava nell’antica chiesa: il santo guerriero che sconfigge il male.
La decorazione continua poi lungo l’intera struttura con elementi scolpiti che testimoniano la raffinatezza dell’edificio originario.
Un magnifico esempio di gotico-catalano in Sicilia
Il portale è caratterizzato da un grande arco acuto, uno degli elementi più evidenti del linguaggio gotico.
Attorno all’apertura si sviluppano fasce scolpite, colonnine e decorazioni che creano una forte profondità.
La struttura è considerata uno degli esempi più significativi dell’architettura gotico-catalana conservata nel territorio ibleo.
Ed è proprio questo a renderla ancora più particolare.
Ragusa è conosciuta nel mondo soprattutto per il suo Barocco, ma il Portale di San Giorgio ricorda che la città possiede una storia architettonica molto più antica.
Prima delle facciate settecentesche, delle scalinate e delle grandi chiese barocche esisteva infatti una Ragusa medievale della quale oggi rimangono pochissime tracce.
Il vecchio San Giorgio e il nuovo Duomo
La storia del portale permette anche di comprendere perché a Ragusa Ibla esistano due luoghi così diversi legati allo stesso santo.
Dopo il terremoto si decise di costruire una nuova chiesa dedicata a San Giorgio.
Il progetto dell’attuale Duomo di San Giorgio venne affidato all’architetto Rosario Gagliardi, una delle grandi figure del Barocco siciliano.
La costruzione del nuovo edificio iniziò nel Settecento e produsse una delle immagini più celebri di Ragusa: la monumentale facciata che domina la piazza dall’alto della scalinata.
A poca distanza, però, continuava a esistere il portale della vecchia chiesa.
Due monumenti dedicati allo stesso santo che oggi raccontano il prima e il dopo del terremoto del 1693.
Un monumento che sembra una porta verso il nulla
È anche la sua posizione a rendere il Portale di San Giorgio così suggestivo.
Guardandolo frontalmente, sembra quasi una grande porta monumentale rimasta senza il proprio edificio.
Ed è esattamente ciò che, in parte, è accaduto.
Dietro quella struttura non troviamo più la grande chiesa medievale alla quale apparteneva.
Rimane soltanto il suo ingresso, circondato dalla città moderna e dalla vegetazione.
Questa apparente incompletezza permette però di percepire immediatamente la forza del monumento.
È come osservare una fotografia tridimensionale della Ragusa precedente al terremoto.
A pochi passi dai Giardini Iblei
Il Portale si trova nella parte orientale di Ragusa Ibla, nei pressi dei Giardini Iblei.
È quindi facilmente inseribile in una passeggiata attraverso il quartiere storico.
Proprio questa zona conserva alcuni dei luoghi più interessanti di Ibla e permette di passare in pochi minuti dalle testimonianze medievali alle architetture barocche nate durante la grande ricostruzione settecentesca.
Il Portale di San Giorgio merita però una sosta particolare.
Bisogna avvicinarsi per osservare le figure scolpite, l’arco, le decorazioni e soprattutto la scena del santo a cavallo.
Il superstite della Ragusa medievale
Oggi il Portale di San Giorgio è molto più di ciò che rimane di una chiesa scomparsa.
È una delle poche possibilità di vedere com’era Ragusa prima del 1693.
Quasi tutto ciò che rende celebre Ibla racconta la straordinaria rinascita successiva al terremoto.
Questo monumento racconta invece ciò che esisteva prima.
Una grande chiesa medievale dedicata al patrono, una città con un volto completamente diverso e un’architettura che il terremoto avrebbe quasi cancellato.
Dell’antico San Giorgio è rimasta una porta.
Ma quella porta, dopo più di cinque secoli, continua ancora oggi a raccontare una parte fondamentale della storia di Ragusa Ibla.
