“L’Oceano e la Luna” di Carmelo Panebianco, un viaggio poetico tra mito, memoria e cosmo
“L’Oceano e la Luna” di Carmelo Panebianco è il nuovo libro di poesie edito da Alessandro Prevosto Editore, che si impone per la sua straordinaria forza visionaria e il suo impianto lirico di antica e attualissima grandezza. L’autore siciliano ci conduce nel Recinto Infinito del suo universo poetico, fatto di parole che profumano di mito, memoria, infanzia e spiritualità.
In queste pagine, il lettore entra in contatto con una voce alta, profetica, quasi sciamanica. Panebianco canta e celebra la sua visione del mondo, dove luci e ombre convivono, evocando figure archetipiche e mitologiche come la Sfinge, Hermes, Psiche, Salomè, Orfeo e Medusa.
Il cuore pulsante dell’opera è il Kutik, termine simbolico che rimanda a un giardino interiore, luogo di ricordi, infanzia e verità perdute. Qui si incrociano versi di grande bellezza:
“La notte è un recinto di giada / uno spoglio colibrì”
“Le tue mani dove germogliano / betulle giaciglio delle stelle”.
Un linguaggio sospeso tra classicità e radici popolari
Il linguaggio di L’Oceano e la Luna di Carmelo Panebianco mescola la solennità del classico greco con il siciliano popolaresco, fiabesco, creando un equilibrio poetico raffinato e originale. Le poesie si muovono tra l’onirico e il quotidiano, tra il canto tragico e simbolico e l’intimità dolcissima di un nonno che parla alle sue nipotine, chiedendo loro protezione “dalle intemperie del reale”.
Un libro che medita sulla morte e sul canto
C’è un filo conduttore che lega ogni poesia: la coscienza dell’impermanenza. Tutto svanisce, ma tutto può rinascere. In questo ciclo continuo, restano solo due certezze: la morte e il canto.
Un’opera profonda, sapienziale, da leggere e rileggere, che conferma Carmelo Panebianco come una delle voci più originali della poesia contemporanea siciliana.
Chi è Carmelo Panebianco
Carmelo Panebianco è nato a Catania nel 1951. Dopo le plaquette di esordio Nostalgie e trasfigurazioni (1983) e Apparizioni (1986), ha pubblicato Angelo dei gigli (Edizioni Amadeus, 1992), presentato da Giuseppe Conte. Nel 2007 è uscito Giardino celeste, nella collana “Palinuro” dell’editore Salvatore Sciacca, con prefazione di Giorgio Ficarra. Ha scritto articoli di critica cinematografica e pubblicato poesie su riviste letterarie.
È coautore di spettacoli multimediali come Maravigliosamente un amor mi distrugge (1995), In latitudine di luce (1996), I canti di Gebel (1996). Alcuni suoi testi sono stati tradotti in spagnolo e pubblicati sulle riviste latinoamericane Palavreiros (2004) e La fuente de las siete vírgenes (2006). È presente nell’Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea n. 1, Raffaelli Editore (Rimini, 2013).
