Etna, nuova e potente fontana di lava dal Cratere di Nord-Est: cenere anche nei comuni etnei, nessun grave disagio

eruzione Etna

Nuova fase eruttiva sull’Etna. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attraverso l’Osservatorio Etneo, ha comunicato che alle ore 14:15 è iniziato un nuovo episodio di fontana di lava dal Cratere di Nord-Est, dopo alcune ore di relativa calma.

L’attività è aumentata molto rapidamente, generando getti di lava alti 300-400 metri e una densa colonna eruttiva carica di materiale piroclastico, che si è innalzata per diversi chilometri sopra la cima del vulcano per poi essere spinta dal vento verso ovest. Intorno alle 14:45 l’intensità del fenomeno ha iniziato a diminuire: la fontana si è trasformata in forti esplosioni con bolle di lava, capaci di lanciare materiale piroclastico grossolano fino alla base del cono e oltre. Al momento del comunicato persiste un’emissione intermittente di cenere.

Secondo l’INGV, l’episodio è risultato più energetico rispetto a quello della mattinata, con fontane più alte e una colonna eruttiva più densa. In contemporanea continua una modesta attività esplosiva dalla bocca apertasi sul fianco orientale della Voragine, che sta producendo un pennacchio di cenere alto alcune centinaia di metri. La copertura nuvolosa sul versante orientale non consente di verificare se la colata lavica segnalata in precedenza sia ancora alimentata.

I dati di monitoraggio

Dal punto di vista strumentale, l’ampiezza del tremore vulcanico, dopo una breve diminuzione, si è mantenuta su valori elevati fino alle 13:40 UTC, quando si è registrato un nuovo brusco incremento, tipico delle fontane di lava. Dalle 14:55 UTC circa è iniziata una nuova fase di calo.
Il centroide delle sorgenti del tremore resta localizzato leggermente a nord-ovest del Cratere di Nord-Est, a una quota compresa tra 2800 e 3000 metri s.l.m.. Anche l’attività infrasonica mostra valori molto elevati, con eventi localizzati principalmente al Cratere di Nord-Est e, in modo subordinato, alla Bocca Nuova. I sensori clinometrici e il dilatometro evidenziano fasi alternate di compressione e decompressione coerenti con la dinamica eruttiva in atto, mentre non si registrano variazioni significative sulla rete GNSS ad alta frequenza.

Ricaduta di cenere nei comuni etnei

Nella giornata di oggi, 28 dicembre, le ricadute di cenere e materiale vulcanico hanno interessato alcuni comuni della provincia etnea, dove diverse strade si sono ritrovate ricoperte dalla tipica terra dell’Etna. Fortunatamente non si segnalano gravi disagi né criticità rilevanti: la circolazione è proseguita regolarmente, pur con la raccomandazione di prestare attenzione in alcuni tratti per il fondo stradale reso più scivoloso.

L’evoluzione del fenomeno resta sotto costante osservazione da parte dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, con aggiornamenti continui sull’attività del vulcano.