Festa di San Corrado a Noto: tradizione, fede e i suggestivi Cilii
Corrado Confalonieri, cavaliere di Piacenza, decise di abbandonare la vita nobiliare per diventare eremita in Sicilia. Secondo la tradizione, scelse di vivere nella grotta dei Pizzoni nei pressi di Noto, che – si racconta – allargò a spallate.
Alla sua morte, avvenuta il 19 febbraio 1351, le campane della città avrebbero suonato da sole. Nei pressi della grotta sorse poi l’Eremo di San Corrado “di fuora”, dove dal 1851 è custodita l’urna argentea contenente le reliquie del Santo.
Domani 19 febbraio la Festa di San Corrado a Noto
Domani, 19 febbraio, la città di Noto celebrerà la Festa di San Corrado a Noto, uno degli appuntamenti religiosi più sentiti e identitari della Sicilia orientale. Una giornata di fede e tradizione che ogni anno richiama migliaia di devoti nel cuore della capitale del barocco.
Domani 19 febbraio si svolge la solenne processione dell’urna, preceduta dalle confraternite e dai celebri Cilii, grandi ceri decorativi sostenuti da strutture in legno che raccontano la vita del Santo.
L’urna, contenente sette sarcofaghi, viene portata a spalla dai Portatori. Seguono la banda musicale e i fedeli, molti dei quali compiono il tradizionale “viaggio scausu”, percorrendo scalzi il tragitto fino al centro storico.
La domenica successiva si celebra l’Ottava con una nuova processione. Ogni dieci anni, l’urna viene portata in pellegrinaggio fino all’Eremo dedicato al Santo, a circa cinque chilometri dalla città.
La partecipazione popolare è intensa e carica di devozione.
Le origini dei Cilii
Le origini dei Cilii risalgono al 1620, quando il canonico netino Pietro Ansaldo finanziò l’introduzione degli “intorci grandi” per illuminare l’urna argentea durante la processione.
Nel tempo il numero aumentò fino a dodici e le famiglie nobiliari fecero a gara per possedere un proprio cilio. Il termine “cilii” compare per la prima volta nell’opera Feste Patronali in Sicilia di Giuseppe Pitrè nel 1900.
Oggi i portatori sono organizzati in associazione e indossano divise differenti:
- Febbraio: giubino verde (richiamo al drappo dell’urna), pantaloni e scarpe nere
- Agosto: polo bordeaux (colore della bandiera di Noto), pantaloni e scarpe nere
Un patrimonio di fede e identità
La Festa di San Corrado a Noto unisce tradizione, arte barocca e forte identità religiosa. È un appuntamento che richiama fedeli, turisti e studiosi, diventando uno degli eventi più rappresentativi del calendario siciliano.
Un momento in cui la città di Noto rinnova il suo legame con il patrono, tra spiritualità, storia e spettacolarità.
La festa estiva di agosto
Oltre alla celebrazione di febbraio, la Festa di San Corrado a Noto viene rinnovata anche nell’ultima domenica di agosto, in ricordo della beatificazione del Santo avvenuta nel 1515. In quell’occasione, l’urna viene esposta nella Cattedrale di Noto e portata in processione lungo il piano alto della città barocca.
Una tradizione che unisce fede e identità
La Festa di San Corrado a Noto non è soltanto una celebrazione religiosa, ma un momento identitario che unisce generazioni, confraternite e famiglie in un rito che attraversa i secoli.
Domani 19 febbraio la città si stringerà attorno al suo patrono, rinnovando un legame profondo tra storia, devozione e appartenenza.
