Festa della Vendemmia a Piedimonte Etneo: dal 18 al 20 settembre torna la grande festa tra vino e tradizioni

Festa della Vendemmia Piedimonte Etneo 2026

Tre giorni per riscoprire l’antica vendemmia alle pendici dell’Etna: degustazioni, prodotti tipici, artigianato, musica e la spettacolare pigiatura dell’uva secondo la tradizione contadina

Settembre alle pendici dell’Etna significa soprattutto una cosa: tempo di vendemmia.

E a Piedimonte Etneo questa antica tradizione diventa una festa capace di coinvolgere un intero paese.

Da venerdì 18 a domenica 20 settembre 2026 torna la Festa della Vendemmia di Piedimonte Etneo, giunta alla sua XXVIII edizione, uno degli appuntamenti dedicati alla cultura del vino più conosciuti del versante nord-orientale del vulcano.

Per tre giorni il centro etneo si trasformerà in un percorso tra vino, gastronomia, cultura contadina, artigianato e spettacoli, riportando in strada gesti che fino a pochi decenni fa appartenevano alla quotidianità delle famiglie di questo territorio.

Quando l’uva veniva pigiata con i piedi

È probabilmente questa l’immagine che meglio racconta la Festa della Vendemmia.

L’uva appena raccolta arriva e la “chiurma”, come viene tradizionalmente chiamato il gruppo dei vendemmiatori, dà vita alla pigiatura accompagnata dai canti popolari.

Non è una semplice rappresentazione folkloristica.

Serve a ricordare come veniva prodotto il vino prima dell’arrivo delle moderne tecnologie nelle cantine.

La raccolta manuale dei grappoli, il trasporto, la pigiatura e la trasformazione del mosto diventano così un racconto dal vivo della civiltà contadina etnea. Le anticipazioni dell’edizione 2026 confermano proprio la “Chiurma” tra gli elementi identitari della manifestazione, insieme ai carretti siciliani.

Il corteo dei vendemmiatori

Durante la festa la memoria della vendemmia viene ricostruita anche attraverso costumi, attrezzi e scene della vita agricola.

I protagonisti diventano i vendemmiatori, un tempo impegnati per giorni nei vigneti e nei palmenti.

Era un lavoro faticoso, ma rappresentava anche uno dei momenti socialmente più importanti dell’anno agricolo.

Famiglie, parenti e lavoratori si riunivano nei vigneti. Si raccoglieva l’uva, si mangiava insieme e spesso il lavoro veniva accompagnato da canti popolari.

La Festa della Vendemmia cerca di recuperare proprio questa atmosfera, trasformandola in un’esperienza da mostrare alle nuove generazioni e ai visitatori.

Il vino dell’Etna protagonista

Naturalmente non può esserci vendemmia senza vino.

Piedimonte Etneo si trova in uno dei territori vitivinicoli più interessanti della Sicilia orientale e durante la manifestazione saranno protagoniste le produzioni delle cantine locali e i vini dell’Etna.

Le anticipazioni per l’edizione 2026 parlano di un vero percorso enogastronomico, culturale, musicale e fieristico, nel quale la produzione vinicola sarà affiancata dalle altre eccellenze agroalimentari del territorio.

E qui entra in gioco un elemento fondamentale: il terreno vulcanico.

I vigneti del territorio crescono sulle pendici dell’Etna, in un ambiente caratterizzato da forti escursioni termiche, differenti altitudini e suoli di origine vulcanica.

È uno dei motivi per cui parlare di vino da queste parti significa inevitabilmente parlare anche del vulcano.

Mostarda, maccheroni e sapori della tradizione

La Festa della Vendemmia non riguarda però soltanto il vino.

Il percorso gastronomico permette di riscoprire numerose specialità della cucina locale.

Tra quelle tradizionalmente associate alla manifestazione vengono segnalati mostarda, dolci alle mandorle, maccheroni al sugo, carni locali e piscistoccu, il pesce stocco particolarmente radicato nella cucina di questa parte della Sicilia.

Sono piatti molto differenti tra loro, ma hanno qualcosa in comune: raccontano una cucina popolare fatta di ingredienti semplici e ricette tramandate nelle famiglie.

Durante i tre giorni troveranno inoltre spazio degustazioni, prodotti agroalimentari e produzioni artigianali.

A Presa nasce il Borgo del Vino

L’edizione 2026 coinvolgerà anche Presa, frazione montana di Piedimonte Etneo.

Qui è stata annunciata l’“Anteprima Vendemmia – Presa, Borgo del Vino”, con degustazioni e incontri culturali.

È un’iniziativa particolarmente interessante perché permette di allargare la manifestazione oltre il centro principale e portare i visitatori in una parte del territorio ancora più vicina ai paesaggi agricoli e montani dell’Etna.

Un paese sospeso tra mare ed Etna

La Festa può essere anche una buona occasione per conoscere Piedimonte Etneo.

Il paese si trova sul versante nord-orientale dell’Etna, in una posizione geografica particolare: alle spalle domina la montagna, mentre guardando verso est il paesaggio scende in direzione del Mar Ionio.

Non sorprende quindi che anticamente il luogo fosse associato al nome Belvedere.

La grande escursione altimetrica del territorio comunale contribuisce inoltre alla varietà del paesaggio: dalle zone agricole più basse si sale progressivamente verso gli ambienti montani dell’Etna.

Una parte del territorio ricade infatti all’interno del Parco dell’Etna.

Agricoltura, vigneti e territorio

La storia economica di Piedimonte Etneo è profondamente collegata all’agricoltura.

Viticoltura e agrumicoltura hanno rappresentato per generazioni due delle attività più importanti.

Il vino, quindi, non è stato scelto semplicemente come tema per una manifestazione turistica.

La vendemmia appartiene realmente alla storia delle famiglie e delle campagne del paese.

Ed è proprio questa relazione con il territorio a dare alla festa un significato diverso: il visitatore non assiste soltanto alla celebrazione di un prodotto, ma alla rievocazione di un pezzo della vita agricola dell’Etna.

Tre giorni per tornare alla Sicilia contadina

La XXVIII Festa della Vendemmia di Piedimonte Etneo, in programma dal 18 al 20 settembre 2026, sarà quindi un viaggio tra passato e presente.

Da una parte ci saranno vini, degustazioni, prodotti tipici, esposizioni e spettacoli.

Dall’altra torneranno i vendemmiatori, i carretti, i canti e soprattutto quei gesti antichi attraverso i quali l’uva diventava mosto e poi vino.

Ed è probabilmente questa la parte più affascinante della manifestazione.

Per qualche ora Piedimonte Etneo non racconterà semplicemente come si produce il vino oggi, ma ricorderà come lo facevano i nostri nonni.

Con le mani, con i piedi, con fatica e con quella festa collettiva che, nelle campagne siciliane, accompagnava l’arrivo della vendemmia.