Fontana del Tritone a Caltanissetta, il monumento diventato simbolo della città
Nel cuore di Piazza Garibaldi un Tritone lotta per dominare un cavallo marino mentre due mostri emergono dall’acqua. L’opera dello scultore nisseno Michele Tripisciano risale al 1890, ma soltanto nel 1956 venne trasformata nella fontana che oggi rappresenta una delle immagini più riconoscibili di Caltanissetta
Nel cuore di Caltanissetta, esattamente al centro di Piazza Garibaldi, c’è un monumento che nel tempo è diventato uno dei simboli della città.
È la Fontana del Tritone, con il suo spettacolare gruppo bronzeo nel quale una creatura della mitologia greca cerca di dominare un cavallo marino mentre altri due mostri marini sembrano minacciarlo.
Alle sue spalle si innalzano alcuni degli edifici più importanti del centro storico, a cominciare dalla Cattedrale di Santa Maria la Nova e dalla caratteristica chiesa di San Sebastiano.
Eppure la fontana che oggi sembra essere sempre appartenuta a questa piazza ha una storia molto particolare.
Perché il Tritone è molto più antico della fontana che lo circonda.
Il Tritone nasce nel 1890
La storia comincia con Michele Tripisciano, scultore nato a Caltanissetta nel 1860 e diventato uno degli artisti nisseni più conosciuti tra Ottocento e Novecento.
Il gruppo del Tritone risale al 1890.
La scena è ispirata alla mitologia classica. Tritone, divinità marina tradizionalmente considerata figlio di Poseidone e Anfitrite, viene rappresentato mentre cerca di controllare un cavallo marino, davanti a due creature marine che lo insidiano.
È una composizione dinamica: i corpi sembrano muoversi e l’intera scena acquista ancora maggiore forza quando viene circondata dagli zampilli della fontana.
Ma nel 1890 quell’opera non si trovava ancora al centro di Piazza Garibaldi.
Per decenni rimase a Palazzo del Carmine
Il gruppo realizzato da Tripisciano rimase infatti per molti anni nell’androne di Palazzo del Carmine, sede del Comune di Caltanissetta.
Bisognerà aspettare la metà del Novecento perché nasca l’idea di trasformarlo nel monumento pubblico che conosciamo oggi.
Fu l’architetto Gaetano Averna a progettare la fontana destinata a ospitare il gruppo scultoreo al centro della principale piazza cittadina.
La collocazione scelta non era casuale.
Piazza Garibaldi rappresentava già uno dei punti nevralgici della città, all’incrocio tra corso Umberto I e corso Vittorio Emanuele.
Prima del Tritone c’era un grande lampione
C’è anche una curiosità che permette di capire quanto sia cambiata Piazza Garibaldi nel corso del Novecento.
Prima dell’arrivo della fontana, al centro della piazza si trovava un lampione in ferro a cinque luci.
Le vecchie immagini di Caltanissetta mostrano infatti una piazza molto diversa da quella attuale.
Quando venne deciso il nuovo assetto, il lampione lasciò il posto alla Fontana del Tritone.
L’inaugurazione avvenne il 15 dicembre 1956.
Da quel momento la composizione di Tripisciano, realizzata oltre sessant’anni prima, trovò la sua definitiva collocazione nel cuore della città.
Un Tritone che cerca di domare il mare
È soprattutto avvicinandosi alla vasca che si comprende la forza della composizione.
Al centro c’è il Tritone, creatura metà uomo e metà pesce, impegnato nel tentativo di dominare il cavallo marino.
Davanti compaiono due mostri marini che rendono la scena ancora più movimentata.
Acqua e bronzo diventano così parte della stessa rappresentazione.
Non è una figura immobile collocata semplicemente sopra una vasca: l’intera fontana sembra costruita intorno a una lotta che si svolge nel mare.
Una curiosa parentela con una fontana del Lazio
La storia dell’opera riserva anche una curiosità poco conosciuta.
A Marino, nel Lazio, esiste infatti un’altra fontana legata a Michele Tripisciano e sorprendentemente simile a quella nissena.
Nel 1889 il Comune di Marino commissionò nuove fontane monumentali e Tripisciano realizzò un Tritone per quella che oggi si trova in piazza San Barnaba.
Secondo il portale turistico istituzionale del Comune di Marino, nel 1890 Tripisciano donò al Comune di Caltanissetta il calco in gesso utilizzato per quell’opera. Il modello rimase per decenni a Palazzo del Carmine e nella metà del Novecento venne utilizzato per realizzare il gruppo bronzeo destinato alla fontana nissena.
Le due composizioni non sono però perfettamente identiche.
A Caltanissetta il Tritone venne disposto in relazione con i due mostri marini collocati sull’altro lato della vasca, creando la composizione che ancora oggi caratterizza Piazza Garibaldi.
Nel cuore della piazza più importante della città
La posizione contribuisce moltissimo al fascino della Fontana del Tritone.
Da un lato si trova la Cattedrale di Santa Maria la Nova, dall’altro la chiesa di San Sebastiano, con la sua inconfondibile facciata policroma.
Poco distante si trova Palazzo del Carmine.
Il Tritone è così diventato il centro visivo di uno spazio nel quale si incontrano alcuni degli edifici più rappresentativi di Caltanissetta.
Non sorprende quindi che nel tempo la sua sagoma sia stata utilizzata anche come simbolo identificativo della città. Lo stesso Comune sottolinea come l’immagine, anche in forma stilizzata, sia frequentemente associata a Caltanissetta.
Il restauro e la nuova Piazza Garibaldi
Tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 Piazza Garibaldi è stata interessata da un importante intervento di riqualificazione.
Il vecchio manto stradale è stato sostituito con una pavimentazione in basole di pietra lavica e una parte dello spazio è stata restituita maggiormente ai pedoni.
Anche la Fontana del Tritone è stata restaurata e dotata di un nuovo sistema di illuminazione.
Il risultato ha ulteriormente rafforzato il ruolo del monumento come punto centrale della piazza.
Il simbolo di Caltanissetta nato più di sessant’anni prima della sua fontana
È proprio questa la curiosità più interessante della Fontana del Tritone.
Quando venne inaugurata nel 1956, la sua opera principale aveva già 66 anni.
Il Tritone di Michele Tripisciano aveva attraversato una parte importante della storia cittadina prima ancora di arrivare nel luogo con il quale oggi viene immediatamente identificato.
Da Palazzo del Carmine passò al centro di Piazza Garibaldi, sostituendo un vecchio lampione e trasformando progressivamente la propria immagine in uno dei simboli di Caltanissetta.
Oggi è difficile immaginare quella piazza senza il Tritone.
E forse è proprio questo il segno più evidente di quanto un’opera d’arte possa entrare nell’identità di una città: essere arrivata dopo e riuscire comunque a dare l’impressione di essere sempre stata lì.
