Giovanni Petronio Russo, l’inventore dell’automobile

Giovanni Petronio Russo

Giovanni Petronio Russo, nato il 24 giugno 1840 ad Adrano (allora Adernò) e morto nella stessa città il 14 dicembre 1910, è stato un inventore, saggista e artista italiano, noto soprattutto per aver ideato una delle prime automobili stradali, la “Trinacria”.

Prime fasi della vita e formazione

Giovanni era figlio di Vincenzo Russo, un commerciante che gestiva un piccolo negozio, e di Pietra, una donna devota di fervente fede cattolica. Nonostante le modeste origini, Giovanni dimostrò fin da giovane un grande interesse per gli studi, ottenendo ottimi risultati nelle discipline umanistiche. Successivamente si iscrisse all’Università di Catania, ma ci sono versioni contrastanti riguardo alla facoltà che frequentò: secondo alcuni, studiò Ingegneria, mentre altri affermano che si dedicò alla Medicina e Chirurgia. Tuttavia, Giovanni fu costretto ad abbandonare gli studi per prendersi cura del negozio di famiglia dopo la morte del padre.

L’invenzione della locomotiva stradale “Trinacria”

Nonostante gli impegni familiari, Russo continuò a studiare autonomamente matematica, fisica e meccanica, nutrendo una particolare passione per le tecnologie legate all’energia a vapore. In un’epoca in cui le locomotive iniziavano a diffondersi sulle rotaie europee, Russo concepì l’idea rivoluzionaria di una “locomotiva stradale”, un veicolo a vapore capace di muoversi su strade comuni. Questo progetto era rivoluzionario in quanto fino a quel momento le strade erano percorse solo da carri trainati da animali.

Nel 1871, dopo anni di lavoro e studio, Russo costruì il primo prototipo della sua locomotiva stradale e ottenne il brevetto dal Ministero dell’Agricoltura, dell’Industria e del Commercio italiano. Il suo veicolo, chiamato “Trinacria” in onore della sua Sicilia, venne collaudato con successo per la prima volta a Roma il 2 luglio 1873, sotto gli occhi di autorità e di un vasto pubblico. Il successo fu ripetuto il 22 settembre dello stesso anno a Catania, dove la locomotiva suscitò grande interesse e ammirazione.

Difficoltà e delusioni

Nonostante l’enorme interesse suscitato dalla sua invenzione, Russo non riuscì a trovare i finanziamenti necessari per avviare la produzione industriale della sua locomotiva. Deluso e amareggiato, arrivò quasi a odiare la sua “Trinacria”. Dopo anni di tentativi falliti, Russo si trasferì a Napoli, dove si dedicò all’insegnamento e alla scrittura di opere tecniche e scientifiche. Qui realizzò anche diverse invenzioni minori, come congegni per i tram e perfezionamenti dei sistemi di illuminazione a gas.

Impegno civile durante l’epidemia di colera

Nel 1887, durante una terribile epidemia di colera ad Adrano, Russo, allora assessore comunale, si distinse per il suo impegno nel soccorrere la popolazione. Mentre la maggior parte degli amministratori e delle persone abbienti abbandonavano la città per paura del contagio, Russo rimase per organizzare la lotta contro l’epidemia. Identificò la causa dell’epidemia nell’inquinamento delle acque dei pozzi privati e propose la costruzione di fontanelle pubbliche con acqua potabile, una soluzione che si rivelò decisiva per debellare la malattia. Nonostante questo, Russo fu successivamente vittima di una campagna denigratoria che cercò di cancellarne il ricordo.

Le opere artistiche

Oltre che inventore, Giovanni Petronio Russo fu anche un appassionato artista. Tra le sue opere più importanti si annoverano il battistero della Chiesa Madre di Adrano, le statue della Madonna col Bambino e di San Giuseppe per la chiesa di San Giuseppe e la statua marmorea dell’Immacolata, originariamente collocata sulla fontana pubblica da lui stesso disegnata in piazza Immacolata.

La fine tragica e il ricordo

Giovanni Petronio Russo morì ad Adrano nel 1910, in condizioni di estrema povertà e abbandono. Poco prima di morire, scrisse un messaggio al sindaco della città in cui dichiarava di “morire di fame, di sete e di sonno”. Nonostante l’indifferenza e le ingiustizie subite in vita, la figura di Giovanni Petronio Russo è stata progressivamente riscoperta e onorata, soprattutto grazie a mostre e commemorazioni recenti che ne hanno celebrato il genio e l’importanza storica.

Nel 2012, la Regione Siciliana gli ha dedicato una mostra intitolata “La storia dimenticata della locomotiva stradale Trinacria”, e le Poste Italiane hanno emesso due annulli postali in suo onore, uno nel 2010 e un altro nel 2013.

La scoperta della “Carrozza Senza Cavalli”

Negli anni ’90, un comitato dedicato al genio adranita fece una scoperta significativa grazie a Nino Sidoti, che trovò nella soffitta della casa di Petronio Russo i disegni del prototipo della macchina (chiamata dalla gente di Adernò “La Carrozza Senza Cavalli”. Russo fu anche l’inventore del sistema di frenatura a ganasce.

Un anziano del periodo, raccontò un episodio legato a un esperimento fallito dell’inventore. In particolare, nella piazza del SS. Salvatore, all’incrocio con via Castelli, Petronio Russo testò il sistema di frenatura, ma l’esperimento andò male: la macchina si schiantò contro un muro. Nonostante questo incidente, Russo perfezionò il sistema in seguito.

Le Poesie di Giovanni Petronio Russo

Nel frattempo (intorno al 1996), nella città di Enna, venne ritrovato un libro contenente poesie scritte da Giovanni Petronio Russo. Il comitato cercò di riportare in vita una copia della vettura, recuperando una caldaia trovata nei pressi del Castello della Solicchiata, molto simile a quella descritta nei disegni. Tuttavia, i costi elevati per la ricostruzione di un modello su scala non furono sostenuti dall’amministrazione comunale dell’epoca, lasciando incompiuto il progetto di rinascita della storica vettura.