Bronzi di Riace origine siciliana: nuove evidenze geochimiche

Bronzi di Riace origine siciliana

L’origine Siciliana dei Bronzi di Riace: Un recente studio di Anselmo Madeddu, medico ed esperto di antica Grecia, e Rosolino Cirrincione, direttore del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, riporta in auge la teoria che i Bronzi di Riace provengano da Siracusa.l

Un nuovo studio sui Bronzi di Riace sull’origine siciliana

Madeddu e Cirrincione hanno collaborato con un team dell’Università di Catania e dell’Università di Ferrara. Hanno analizzato le saldature dei Bronzi di Riace. I risultati mostrano una corrispondenza tra i materiali delle saldature e i campioni prelevati vicino alla foce del fiume Anapo, a sud di Siracusa.

Tecniche avanzate e risultati sorprendenti

L’équipe ha usato tecnologie avanzate per esaminare le caratteristiche geologiche delle saldature. I parametri geochimici confermano che i Bronzi potrebbero essere stati commissionati o completati a Siracusa.

Motivi per la teoria siracusana

  1. Importanza artistica di Siracusa: Nel periodo in cui i Bronzi furono realizzati, Siracusa era una delle città più potenti e ricche del Mediterraneo, con una grande tradizione di arte e scultura. Scultori di grande talento lavoravano nella città, e vi era un forte scambio culturale e artistico con il mondo greco.
  2. Tecnica avanzata: Le statue mostrano una conoscenza avanzata delle tecniche di fusione del bronzo, che poteva essere compatibile con le competenze degli artigiani siracusani.

La storia dei Bronzi di Riace

I Bronzi di Riace, sono conosciuti come “Statua A” e “Statua B”. Il 16 agosto 1972 un subacqueo di nome Mariottini, li trovò al largo delle coste di Riace Marina, in Calabria. Le statue, che raffigurano guerrieri, si trovavano a otto metri di profondità. Il recupero richiese grande sforzo, data la loro importanza storica e artistica.

Ipotesi sul naufragio e la commissione delle statue

Nel tempo, sono emerse diverse storie, teorie e inchieste sui Bronzi. Alcuni studiosi suggeriscono che facessero parte di un carico diretto verso Roma, naufragato lungo la costa italiana.

Bronzi di Riace l’origine Siciliana

Gli Indizi secondo Anselmo Madeddu

Secondo Anselmo Madeddu (medico ed esperto di bronzistica greca), i Bronzi di Riace, come tutti i grandi bronzi dell’antichità, non avevano un’unica colata. Al contrario, gli artigiani li componevano con pezzi anatomici separati, che poi saldavano nel luogo d’esposizione. Le terre di fusione per le saldature risultano identiche a quelle dell’area di Siracusa. Questa corrispondenza rappresenta un vero e proprio “DNA” geochimico, avvalorando l’ipotesi che i Bronzi possano avere origini siciliane.

Le monete di Siracusa con il profilo del Statua B

Tra i tanti indizi – continua Mededdu – c’è il riscontro di una moneta siracusana del IV secolo, datata intorno al 340 a.C. da Timoleonte, che rappresenta perfettamente il profilo del bronzo B di Riace.

Conclusioni e prospettive future

Questo studio rafforza l’ipotesi che i Bronzi di Riace abbiano origine siracusana. Riaccende l’interesse per la storia di queste straordinarie opere d’arte. La ricerca continua e potrebbero emergere nuove scoperte su questi capolavori della scultura greca.

I Bronzi di Riace erano tre o forse cinque addirittura?

E se i bronzi di Riace fossero tre o addiruttura un gruppo di 5 statue? Questa è tutta un’altra storia.

Le Iene – la nota trasmissione TV di Italia 1 – accolgono la clamorosa testimonianza di un uomo che racconta: “Alcuni calabresi portarono a Roma la terza statua. Che era stata trafugata da Riace, e la vendettero negli USA“.

Rappresentazione iconografica che raffigurerebbe i Bronzi di Riace e le altre stutue di cui non si hanno notizie

Ma c’è di più: Il Prof. Daniele Castrizio (Prof. Ordinario di Numismatica, Università di Messina) ha una sua teoria, suppone che le statue fossero cinque e che i due bronzi di Riace facessero parte di un gruppo di statue raffiguranti, tra l’altro, i due fratelli Polinice (statua A) e Eteocle (statua B) che si battono l’uno contro l’altro alla presenza della loro madre, che con le braccia aperte tenta di fermarli. Questa scena, secondo il professore, è presente in molte fonti iconografiche e raffigurerebbe i bronzi di Riace. Che fine hanno fatto le altre statue? A quanto pare una terza statua esiste, fu trafugata e venduta insieme allo scudo e alla lancia. Il giallo s’infittisce ed è tutto avvolto in un fitto mistero.