Enti locali, dalla Regione 2,5 milioni di euro per Ragusa Ibla e Ortigia
Un milione e mezzo destinato al Comune di Ragusa e un milione a Siracusa. Le somme saranno erogate dopo la presentazione di un piano dettagliato per l’utilizzo delle risorse
La Regione Siciliana ha assegnato complessivamente 2,5 milioni di euro ai Comuni di Ragusa e Siracusa per interventi destinati alla tutela e alla valorizzazione dei rispettivi centri storici.
In particolare, 1,5 milioni di euro andranno al Comune di Ragusa per la valorizzazione di Ibla, mentre un milione di euro è stato assegnato al Comune di Siracusa per la salvaguardia di Ortigia.
Il contributo è stato disposto dall’assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica e trova copertura nello stanziamento previsto dalla legge di Stabilità approvata dall’Assemblea regionale siciliana nel gennaio scorso. La misura dà inoltre continuità agli interventi già avviati negli anni precedenti a sostegno dei due centri storici.
Prima dell’erogazione servirà un piano di utilizzo
Le risorse assegnate non saranno trasferite automaticamente alle due amministrazioni.
I Comuni di Ragusa e Siracusa dovranno presentare un dettagliato piano di utilizzo dei fondi, che dovrà essere conforme alle finalità previste dalla legge. Soltanto successivamente potranno essere erogate le somme.
L’obiettivo è quindi destinare le risorse specificamente alla valorizzazione di Ragusa Ibla e alla salvaguardia di Ortigia.
Ingala: «I centri storici sono storia e ricchezza dei Comuni»
A sottolineare l’importanza del provvedimento è l’assessore regionale alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica Elisa Ingala.
«I centri storici – afferma – sono la storia e la ricchezza dei Comuni e vanno tutelati e valorizzati».
Secondo l’assessore, il contributo consentirà alle amministrazioni di Siracusa e Ragusa di disporre di maggiori risorse per tutelare il proprio patrimonio storico e architettonico, con possibili ricadute positive anche sul turismo e sull’economia locale.
La Regione evidenzia infatti come il richiamo esercitato dal patrimonio architettonico possa rappresentare non soltanto un elemento culturale, ma anche un’opportunità economica per le comunità interessate.
Il prossimo passaggio sarà dunque la presentazione dei piani di utilizzo da parte dei due Comuni, necessaria per ottenere materialmente i finanziamenti assegnati.
