“Super influenza” e virus respiratori: Sicilia tra le regioni più colpite, ma il picco deve ancora arrivare
La diffusione dell’influenza stagionale e degli altri virus respiratori sta entrando nel vivo e la Sicilia si colloca tra le regioni più colpite d’Italia. A certificarlo è l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, che fotografa un quadro in rapido peggioramento, con un picco epidemico non ancora raggiunto.
Bambini e anziani le fasce più colpite
L’incremento dei contagi riguarda tutte le fasce d’età, ma colpisce in modo particolare i bambini sotto i cinque anni, con un’incidenza che sfiora 50 casi ogni 1.000 assistiti. A preoccupare maggiormente, però, sono le complicanze negli anziani e nei soggetti fragili, spesso portatori di più patologie croniche.
Sicilia tra le regioni con maggiore incidenza
Nel contesto nazionale, la Sicilia emerge come una delle regioni con la più alta circolazione virale. Nel periodo 8–14 dicembre, sull’Isola sono stati registrati 2.115 casi, con un’incidenza pari a 17,6 per mille assistiti, nettamente superiore alla media italiana.
Nel confronto regionale, la Sicilia risulta terza in Italia, preceduta solo da Sardegna e Campania.
Secondo Salvatore Corrao, professore ordinario di Medicina interna all’Università di Palermo e direttore di UOC all’ARNAS Civico, questi numeri trovano piena conferma nella pratica clinica quotidiana:
“Nei reparti di Medicina interna non pesano solo i casi influenzali puri, ma l’effetto destabilizzante che l’infezione ha su pazienti anziani e pluripatologici: scompenso cardiaco, BPCO, diabete e fragilità funzionale”.
Aumentano accessi e ricoveri
Il report RespiVirNet segnala anche un incremento degli accessi ai pronto soccorso e delle ospedalizzazioni per sindromi respiratorie. Un trend che sta mettendo sotto pressione i servizi sanitari, soprattutto in regioni come la Sicilia, già caratterizzate da criticità strutturali nella rete dell’emergenza-urgenza.
“Un’influenza in un ottantenne fragile non è mai banale – sottolinea Corrao – può innescare una cascata di instabilità cliniche che richiedono ricoveri più lunghi e un’intensità di cura elevata”.
La “super influenza” e la variante K
A preoccupare maggiormente in questa stagione è la variante K del virus A(H3N2), ribattezzata “super influenza” per la sua elevata contagiosità. Secondo l’ISS, questa subclade risulta nettamente prevalente nei campioni analizzati.
Nonostante la rapida diffusione, non emerge un aumento della gravità clinica media, ma – come precisano gli esperti – l’elevato numero di contagi espone maggiormente i soggetti vulnerabili a complicanze serie come:
- polmoniti
- riacutizzazioni di BPCO
- insufficienza respiratoria
- scompenso cardiaco e aritmie
- delirium e cadute nell’anziano
Medicina territoriale e vaccinazioni: i nodi critici
Uno dei punti deboli resta la fragilità della medicina territoriale, che spesso intercetta i pazienti troppo tardi, quando il quadro clinico è già compromesso. Questo contribuisce al sovraffollamento dei pronto soccorso e all’aumento dei ricoveri ospedalieri.
Fondamentale resta la vaccinazione antinfluenzale, che in Sicilia continua a registrare un’adesione inferiore rispetto ad altre regioni. Secondo Corrao, servono:
- chiamata attiva dei pazienti fragili
- punti vaccinali di prossimità
- coinvolgimento strutturato di medici di base e infermieri di comunità
“Il vaccino non serve solo a evitare l’influenza, ma a ridurre ricoveri, complicanze e perdita di autonomia negli anziani. Proteggere i fragili significa proteggere l’ospedale”.
Verso il picco epidemico
Secondo Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS, il picco dei casi deve ancora arrivare e sarà probabilmente raggiunto nelle prossime settimane.
Una previsione che preoccupa soprattutto per l’impatto sui reparti internistici, dove l’effetto domino sulle comorbidità rappresenta il rischio maggiore.
Rafforzare la prevenzione
L’attuale impennata di casi influenzali e di infezioni respiratorie non è solo un fenomeno stagionale, ma un vero stress test per il sistema sanitario siciliano. Rafforzare la prevenzione, migliorare la risposta territoriale e aumentare la copertura vaccinale restano le armi principali per evitare che la super influenza si trasformi in un’emergenza strutturale, come purtroppo accade ogni inverno.
