Etnaland non riaprirà nel 2026: stagione estiva cancellata, oltre 200 lavoratori senza impiego

Etnaland chiusura 2026

La proprietà annuncia lo stop definitivo per quest’anno: «Anche in caso di dissequestro non ci sarebbero i tempi tecnici per riaprire». Pesanti le ripercussioni sull’occupazione e sull’economia del territorio

È arrivata la notizia che in molti temevano. Etnaland, il più grande parco tematico e acquatico del Sud Italia, non riaprirà per l’estate 2026.

Dopo mesi di attesa, incontri istituzionali e speranze alimentate da lavoratori e sindacati, la proprietà ha ufficializzato la cancellazione dell’intera stagione estiva, spiegando che i tempi necessari per predisporre la riapertura sono ormai incompatibili con il calendario, anche nell’ipotesi di un imminente dissequestro della struttura.

Una decisione che segna una delle pagine più difficili nella storia del parco di Belpasso e che rischia di avere pesanti ripercussioni sul piano economico e occupazionale.

La nota della società: «La sicurezza non è mai stata in discussione»

Nel comunicato diffuso dalla proprietà viene precisato che le indagini in corso non riguardano, né direttamente né indirettamente, la sicurezza degli impianti o delle attrazioni destinate al pubblico.

La società sottolinea tuttavia come l’apertura di una stagione richieda mesi di preparazione, con interventi di manutenzione, collaudi tecnici, verifiche sugli impianti, formazione del personale e numerosi adempimenti organizzativi.

«Anche in caso di auspicabile dissequestro – si legge nella nota – non esistono più i tempi tecnici necessari per garantire una riapertura nel corso della stagione 2026».

Il sequestro disposto a febbraio

Il parco è chiuso dallo scorso mese di febbraio, quando la magistratura dispose il sequestro preventivo nell’ambito di un’inchiesta che ha portato alla luce presunte irregolarità ambientali.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il provvedimento sarebbe stato motivato dalla presenza di criticità relative alla gestione dei rifiuti e delle acque reflue.

Tra le prescrizioni indicate dal giudice figurano:

  • la completa bonifica delle aree utilizzate come discarica abusiva;
  • la regolarizzazione dei contratti per lo smaltimento dei rifiuti;
  • la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione;
  • il completamento delle autorizzazioni ambientali e di sicurezza previste dalla normativa vigente.

Nel corso degli ultimi mesi la società aveva avviato gli interventi richiesti e presentato la documentazione per la verifica ambientale.

L’iter autorizzativo, però, si è rivelato più lungo del previsto, anche a seguito della richiesta di ulteriori approfondimenti tecnici avanzata dagli enti competenti.

Le speranze sfumate dopo gli incontri istituzionali

Fino a poche settimane fa rimaneva aperta la possibilità di una riapertura, seppur in ritardo rispetto all’inizio della stagione.

In Prefettura a Catania si erano svolti diversi incontri tra le organizzazioni sindacali, le istituzioni e il prefetto Pietro Signoriello, con l’obiettivo di individuare una soluzione che consentisse almeno di salvare parte dell’estate.

I sindacati avevano anche chiesto un confronto diretto con la proprietà del parco, rappresentata dal dottor Francesco Russello, ma l’incontro non si è mai concretizzato.

Con l’annuncio ufficiale della società si chiude definitivamente ogni possibilità di riapertura nel 2026.

Oltre 200 lavoratori senza stagione

La decisione colpisce duramente il fronte occupazionale.

Sono circa 200 i lavoratori, tra dipendenti stagionali e personale fisso, che ogni anno trovavano occupazione all’interno del parco durante la stagione estiva.

A questi si aggiunge un vasto indotto formato da aziende fornitrici, manutentori, servizi di ristorazione, attività commerciali e strutture ricettive che gravitano attorno a Etnaland e che da anni beneficiano dell’arrivo di migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sicilia e dal resto d’Italia.

Per il territorio etneo si tratta di una perdita significativa sia sotto il profilo economico sia sotto quello turistico.

Un simbolo del turismo siciliano fermo per un’intera estate

Da oltre vent’anni Etnaland rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della Sicilia, capace di richiamare ogni estate centinaia di migliaia di visitatori.

La chiusura dell’intera stagione 2026 rappresenta quindi un duro colpo non soltanto per il parco, ma per tutto il comparto turistico regionale.

Nonostante lo stop, la proprietà ribadisce la volontà di continuare a collaborare con magistratura, istituzioni ed enti competenti per completare tutte le prescrizioni richieste e creare le condizioni necessarie per una futura ripresa delle attività.

Per il momento, però, una certezza c’è: nell’estate 2026 i cancelli di Etnaland resteranno chiusi.