Mazara del Vallo, la città siciliana dal fascino arabo dove sembra di essere dall’altra parte del Mediterraneo

Mazara del Vallo

Vicoli stretti, cortili, ceramiche colorate e una Kasbah che conserva l’impronta della dominazione islamica. Ma Mazara è anche la città del Satiro Danzante, del Gambero Rosso e del mare di Tonnarella

C’è un luogo della Sicilia occidentale dove basta entrare nel centro storico per ritrovarsi improvvisamente in un’atmosfera che ricorda l’altra sponda del Mediterraneo. È Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, città di mare nella quale culture, popoli e tradizioni differenti si sono incontrati per secoli.
Qui il legame con il Nord Africa non è soltanto geografico. È scritto nella storia della città, nell’urbanistica della Kasbah, nella cucina e in una cultura marinara che continua ancora oggi a rappresentare uno degli elementi fondamentali dell’identità mazarese.
Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni hanno attraversato la storia di Mazara, ma fu soprattutto durante il periodo della dominazione islamica, iniziata in Sicilia nell’827, che la città conobbe una fase di grande sviluppo.

La Kasbah, il cuore più sorprendente di Mazara

Per scoprire il volto più particolare della città bisogna entrare nella Kasbah.
Qui le strade diventano strette e irregolari. Si incontrano vicoli, archi, piccoli cortili, scalinate e improvvisi slarghi.
È un impianto urbano che conserva l’impronta della città islamica medievale e che ancora oggi costituisce uno degli elementi più riconoscibili di Mazara del Vallo. Lo stesso Comune identifica la Kasbah araba come uno dei luoghi caratteristici del centro storico e la inserisce negli itinerari culturali dedicati alla scoperta dell’antica città murata.
Negli ultimi anni questo patrimonio è stato ulteriormente valorizzato attraverso ceramiche artistiche e maioliche colorate collocate tra muri, porte, scalinate e vicoli.
Il risultato è un quartiere nel quale il fascino dell’antico impianto urbano si mescola con i colori dell’arte contemporanea.

Quando Mazara guardava verso il mondo arabo

La posizione geografica spiega gran parte della storia della città.
Mazara si affaccia direttamente sul Canale di Sicilia, lungo una delle rotte naturali che per secoli hanno collegato la Sicilia alle coste del Nord Africa.
Durante il periodo islamico la città acquistò importanza economica e commerciale e il suo porto contribuì a farne un punto di collegamento nel Mediterraneo.
La presenza araba lasciò tracce profonde anche nella struttura urbana. Il dedalo di stradine della Kasbah continua ancora oggi a ricordare quella fase della storia cittadina.
Ma il rapporto con il Nord Africa non appartiene soltanto al passato.
Nel corso del Novecento Mazara ha accolto una significativa comunità proveniente soprattutto dalla Tunisia, legata anche alle attività marinare e alla pesca. Per questo il carattere multiculturale della città non è semplicemente una memoria storica: continua a essere parte della Mazara contemporanea.

Una passeggiata tra ceramiche, cortili e vicoli

Perdersi nella Kasbah è probabilmente il modo migliore per visitarla.
Non serve necessariamente seguire un percorso preciso.
Si cammina lentamente e si scoprono piccoli cortili, porte decorate, maioliche, pareti colorate e angoli che improvvisamente si aprono verso piazze e monumenti del centro.
È proprio questa struttura quasi labirintica a rendere la passeggiata diversa da quella che si potrebbe fare in molti altri centri storici siciliani.
Mazara sembra continuamente raccontare la propria posizione: una città siciliana con lo sguardo rivolto verso l’Africa.

Poi c’è il mare di Tonnarella

Ma Mazara del Vallo non è soltanto storia e centro antico.
A poca distanza dalla città si trova Tonnarella, una lunga spiaggia sabbiosa affacciata sul Mediterraneo e uno dei luoghi maggiormente frequentati durante la stagione estiva.
Qui lo scenario cambia completamente.
Dai vicoli della Kasbah si passa alla sabbia e al mare, mostrando un altro volto della città.
È questa una delle particolarità di Mazara: nella stessa giornata si può passeggiare in un quartiere che conserva un’impronta urbana araba e poche ore dopo ritrovarsi sulla spiaggia davanti al Canale di Sicilia.

Mazara e la pesca, un legame che attraversa le generazioni

Per capire veramente Mazara bisogna però arrivare al suo porto.
La pesca ha rappresentato per generazioni uno dei principali motori economici della città e ancora oggi l’identità di Mazara è profondamente legata alla propria marineria.
Le imbarcazioni mazaresi hanno percorso per decenni il Mediterraneo dedicandosi soprattutto alla pesca d’altura.
E proprio il mare ha dato alla città uno dei prodotti che maggiormente ne identifica oggi il nome: il celebre Gambero Rosso di Mazara.

Il Gambero Rosso diventato simbolo della città

Il Gambero Rosso è ormai indissolubilmente associato a Mazara del Vallo.
È diventato uno dei prodotti ittici siciliani maggiormente conosciuti e apprezzati anche nella ristorazione di alto livello.
Ma la cucina mazarese non vive soltanto di gamberi.
Il pescato rappresenta da sempre una componente fondamentale della gastronomia locale: pesce, crostacei, calamari e numerose specie provenienti dal Mediterraneo arrivano sulle tavole e nei ristoranti della città.
E proprio dall’incontro tra Sicilia e Nord Africa nasce uno dei piatti più rappresentativi della zona: il cous cous di pesce.
È forse il piatto che meglio racconta Mazara.
Una preparazione nordafricana diventata parte integrante della cucina della Sicilia occidentale, reinterpretata attraverso il pescato mediterraneo.

Poi un giorno dal mare arrivò qualcosa di incredibile

Il Mediterraneo, però, non ha regalato a Mazara soltanto pesce.
Nella notte del 5 marzo 1998, il motopesca mazarese Capitan Ciccio, comandato da Francesco Adragna, rientrò nel porto con qualcosa di assolutamente straordinario.
Nelle reti era rimasta impigliata una grande statua bronzea recuperata a circa 480 metri di profondità tra Pantelleria e Capo Bon.
Era il Satiro Danzante.
La scoperta, in realtà, era stata anticipata quasi un anno prima. Il 29 marzo 1997 era stata recuperata dal mare una gamba appartenente alla stessa statua. Quando nel marzo dell’anno successivo emerse anche il corpo, fu immediatamente evidente l’importanza eccezionale del ritrovamento.

Il Satiro Danzante, il tesoro di Mazara

La statua rappresenta un satiro colto nel movimento impetuoso di una danza.
Il corpo è proiettato all’indietro, la testa ruotata e i capelli sembrano seguire la forza del movimento.
Oggi il Satiro Danzante è considerato un capolavoro ellenistico ed è diventato uno dei simboli culturali di Mazara del Vallo.
Dopo il recupero la statua è stata sottoposta a un complesso intervento di restauro. La sua importanza l’ha portata anche lontano dalla Sicilia: nel 2005 venne trasferita in Giappone per essere esposta al Tokyo National Museum e all’Esposizione Universale di Aichi.

Dove vedere il Satiro Danzante

Oggi per ammirarlo bisogna raggiungere Piazza Plebiscito, nel cuore di Mazara.
Qui, all’interno dell’ex chiesa di Sant’Egidio, si trova il Museo del Satiro.
Il museo custodisce anche altri reperti provenienti dalle acque del Canale di Sicilia, tra cui anfore di differenti epoche, un frammento bronzeo di zampa di elefante di epoca punico-ellenistica e un calderone bronzeo medievale. Ma naturalmente è la grande statua recuperata nel 1998 a dominare la visita.
Una collocazione che sembra quasi chiudere un cerchio: un’opera rimasta per secoli nelle profondità del Mediterraneo è diventata il simbolo di una città che proprio sul mare ha costruito gran parte della propria storia.

Mazara, una Sicilia che guarda verso l’Africa

Ed è forse questa la caratteristica più affascinante di Mazara del Vallo.
Non è soltanto una città di mare, non è soltanto una città d’arte e non è semplicemente un luogo segnato dalla dominazione araba.
È l’insieme di tutte queste cose.
Si può entrare nella Kasbah e camminare tra vicoli, cortili e ceramiche; raggiungere il porto e osservare una città che continua a vivere di mare; assaggiare un cous cous di pesce o il Gambero Rosso; visitare il Satiro Danzante e infine raggiungere Tonnarella per un bagno nel Mediterraneo.
Tutto sembra ricondurre sempre allo stesso elemento: il mare.
Quel mare che per Mazara non è mai stato soltanto un confine.
Per secoli è stato una strada attraverso la quale sono passati uomini, merci, tradizioni, lingue e culture.
Ed è probabilmente proprio questa continua contaminazione tra le due sponde del Mediterraneo a rendere Mazara del Vallo uno dei luoghi più particolari e affascinanti della Sicilia occidentale.