L’orologio di Torre Oscura a Trapani: il raro astronomico siciliano che da oltre quattro secoli misura il tempo guardando il cielo
Sopra Porta Oscura si nasconde uno dei monumenti più curiosi della città: due antichi quadranti indicavano non soltanto le ore, ma anche il movimento apparente del Sole nello Zodiaco e le fasi della Luna. Una storia iniziata nel Cinquecento e riscoperta durante il restauro concluso nel 2011
Passeggiando nel centro storico di Trapani, tra via Torrearsa e corso Vittorio Emanuele, c’è un particolare che può facilmente sfuggire.
Bisogna semplicemente alzare gli occhi.
Sopra l’antica Porta Oscura si trova infatti la Torre dell’Orologio e sulla sua facciata compaiono due grandi quadranti.
A prima vista potrebbero sembrare due normali orologi.
In realtà raccontano qualcosa di molto più complesso.
Quello di Torre Oscura è un antico orologio astronomico, realizzato per permettere ai cittadini di conoscere non soltanto il trascorrere delle ore, ma anche informazioni legate al Sole, allo Zodiaco e al ciclo della Luna. La guida ufficiale del Comune di Trapani identifica la Torre dell’Orologio, costruita sopra Porta Oscura, come una delle testimonianze medievali della città e ne sottolinea proprio la particolare funzione astronomica.
Una porta dell’antica Trapani
Prima dell’orologio c’era la porta.
Porta Oscura apparteneva al sistema di accessi dell’antica città fortificata ed è uno dei pochi elementi sopravvissuti delle vecchie strutture urbane di Trapani.
Sopra il passaggio venne successivamente collocato l’orologio pubblico cittadino.
La torre si trova accanto al monumentale Palazzo Senatorio, conosciuto anche come Palazzo Cavarretta, e ancora oggi costituisce uno degli angoli più caratteristici del centro storico.
Per secoli da quella posizione l’orologio ha scandito il tempo della città.
Ma lo faceva in un modo decisamente più sofisticato rispetto a un normale quadrante.
Già nel 1570 Trapani aveva una “sfera” e un “lunario”
La documentazione storica permette di andare molto indietro nel tempo.
Una ricerca condotta sui libri consiliari della città ha individuato un documento del 1570 nel quale il Consiglio cittadino autorizzava una spesa per sistemare l’orologio e realizzare una “sfera” e un “lunario”.
Il termine sfera indicava il quadrante, mentre il lunario permetteva di rappresentare il ciclo della Luna.
Per l’intervento vennero stanziate 51 once e 12 tarì. Una parte della somma era destinata alla realizzazione dell’apparato meccanico e un’altra alla pittura e alla doratura dei pannelli.
Questo documento dimostra che nella seconda metà del Cinquecento Trapani disponeva già di un sistema pubblico capace di associare la misurazione del tempo alle informazioni astronomiche.
Nel 1595 arriva Giuseppe Mannella
Qualche decennio dopo si decise di intervenire nuovamente sull’orologio.
All’inizio del 1595 i Giurati di Trapani affidarono al maestro trapanese Giuseppe Mannella, indicato nei documenti anche come scultore, la realizzazione di un nuovo apparato.
L’incarico prevedeva la costruzione del lunario e della sfera in pietra di Rizzuto, materiale proveniente dall’area dell’Erice, con lettere e simboli realizzati attraverso inserti di piombo.
Nei documenti viene espressamente richiesta anche la presenza dei dodici segni dello Zodiaco.
I pagamenti proseguirono nel 1596 ed è proprio quest’ultimo anno quello tradizionalmente associato alla realizzazione dell’orologio astronomico che oggi conosciamo. Anche la documentazione divulgativa del Comune di Trapani data l’orologio al 1596.
Due quadranti completamente differenti
È questo il particolare più affascinante.
L’orologio di Torre Oscura non possiede semplicemente due quadranti che mostrano la stessa ora.
Ognuno aveva una funzione differente.
Il quadrante superiore era dedicato all’indicazione dell’ora e alla posizione apparente del Sole nello Zodiaco.
Attorno alla parte destinata alle ore compare infatti la fascia con i dodici segni zodiacali.
Il quadrante inferiore, invece, era il lunario.
Serviva a seguire le fasi della Luna e il procedere del mese lunare.
In pratica, guardando la torre, un abitante della Trapani cinquecentesca poteva ricavare informazioni sul tempo quotidiano e contemporaneamente osservare una rappresentazione dei principali cicli astronomici.
Il quadrante del Sole e lo Zodiaco
Nel quadrante superiore le ore sono indicate con numeri romani.
Una particolarità riguarda il numero quattro, rappresentato secondo l’antica forma IIII e non IV.
Intorno alle ore si trova la fascia dello Zodiaco.
I simboli e le cifre non erano semplicemente dipinti sulla superficie: furono realizzati attraverso incisioni nella pietra riempite con piombo, una tecnica che ha contribuito alla loro conservazione.
Il sistema permetteva di mettere in relazione il trascorrere del tempo con il movimento apparente del Sole attraverso lo Zodiaco e quindi con l’alternarsi delle stagioni.
Ariete e Bilancia corrispondevano agli equinozi, mentre Cancro e Capricorno segnavano i riferimenti dei solstizi.
Sotto c’è il Lunario
Ancora più particolare è il secondo quadrante.
Il Lunario era dedicato al ciclo lunare.
Un disco mobile permetteva originariamente di rappresentare le diverse fasi della Luna attraverso un’apertura circolare, mentre la fascia esterna seguiva la durata del mese sinodico, di circa 29 giorni e mezzo.
Era quindi una sorta di calendario astronomico pubblico.
Per una città marinara come Trapani, profondamente legata al Mediterraneo, osservare e conoscere i cicli della Luna aveva inoltre un significato particolarmente concreto.
Poi l’orologio scomparve
Per secoli l’orologio continuò a essere utilizzato e sottoposto a manutenzione.
I documenti conservano persino i nomi di alcuni tecnici incaricati di mantenerlo in funzione.
All’inizio del Settecento troviamo, tra gli altri, Vincenzo Valenti e successivamente Ignazio Bonomo, ai quali vennero affidati interventi sul meccanismo. Secondo la tradizione, l’orologio scandiva attraverso la campana le ore e i quarti.
Poi arrivò l’Ottocento.
Nel 1828 venne realizzato un nuovo orologio pubblico sul vicino Palazzo Senatorio.
Il vecchio astronomico di Torre Oscura perse progressivamente la propria funzione.
Il meccanismo originale scomparve e, con il passare del tempo, anche i suoi straordinari quadranti vennero ricoperti da intonaci e successive sistemazioni della facciata.
Per generazioni una parte della storia astronomica di Trapani rimase quindi nascosta.
La sorpresa durante il restauro
La svolta arrivò con il restauro della Torre Oscura concluso nel 2011.
Durante i lavori, sotto gli strati che ricoprivano la facciata, riemersero le decorazioni degli antichi quadranti.
Comparvero nuovamente lo Zodiaco, le indicazioni astronomiche e il Lunario.
Fu una scoperta particolarmente importante perché permise di comprendere molto meglio la complessità dell’antico orologio cinquecentesco.
I quadranti vennero restaurati e riportati alla vista.
Il movimento meccanico originale del Cinquecento, però, non è sopravvissuto.
Oggi funziona con un sistema moderno
Dopo il restauro all’interno della torre è stato installato un movimento elettronico moderno, che ha permesso di restituire alla struttura la funzione di orologio pubblico.
Le lancette presenti oggi non devono quindi essere considerate una ricostruzione esatta del funzionamento cinquecentesco.
Ciò che è arrivato fino a noi e rende eccezionale il monumento sono soprattutto i due antichi quadranti astronomici e le loro decorazioni.
Secondo gli studi dedicati all’orologeria monumentale, quelli di Torre Oscura sono tra i più antichi quadranti astronomici sopravvissuti in Italia a sud di Roma.
Un piccolo tesoro nascosto nel cuore di Trapani
È probabilmente questa la cosa più sorprendente dell’orologio di Torre Oscura.
Non si trova all’interno di un museo.
Non bisogna acquistare un biglietto per osservarlo.
È ancora lì, sopra uno degli antichi passaggi della città, nello stesso centro storico attraversato ogni giorno da residenti e visitatori.
Eppure quei due quadranti raccontano quanto fosse sofisticato il modo di misurare il tempo più di quattro secoli fa.
Ore, Sole, Zodiaco, stagioni e fasi della Luna convivevano sulla stessa torre.
Per questo, passando da Porta Oscura, vale la pena fermarsi qualche secondo e guardare verso l’alto.
Perché nel cuore di Trapani sopravvive ancora un piccolo osservatorio del tempo costruito nel Cinquecento, quando per conoscere l’ora non bastava guardare un numero: si guardava anche il cielo.
